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Amex: Trasloco in vista per gli Etf Barclay’s

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La Barclay’s Global Investor -il più grande player mondiale nel segmento degli Etf – ha deciso di trasferire i suoi prodotti dall’Amex al New York Stock Exchange. Quali ragioni pilotano tale scelta?
Dopo aver giocato un ruolo chiave nello sviluppo del mercato degli Exchange Traded Funds, il listino statunitense Amex (un mercato che può contare su un etf- business da 250 miliardi di dollari) ha perso il dominio sulle negoziazioni dei ‘fondi negoziabili come azioni ‘, a favore degli emergenti electronic communication network. Il colpo di grazia per l’Amex è arrivato dalle scelte operate dalla Barclay’s Global Investor (la società che detiene la quota di mercato più elevata nel segmento degli Etf). I responsabili della Barclay’s hanno annunciato che una parte degli 81 Etf quotati sull’Amex saranno negoziati prossimamente sul New York Stock Exchange.
Sessantuno Etf targati Barclay’s saranno trasferiti ( entro la fine del 2007) al New York Stock Exchange, mentre i restanti 21 saranno negoziati su Archipelago Holdings, l’electronic communication network conosciuto con l’abbreviazione ArcaEX. I vertici della Barclay’s hanno sostenuto che la decisione trova fondamento nella progettazione di un’infrastruttura tecnologica ( da parte dei competitors dell’Amex) più idonea ad ospitare le negoziazioni sugli Etf. La decisione arriva dopo una lunga fase di attesa da parte della Barclay’s. I manager della sede Usa del colosso bancario britannico, hanno deciso che non possono più aspettare le indecisioni strategiche evidenziate dai vertici dell’Amex.
La perdita degli Etf rappresenta un brutto colpo per l’Amex che, ricordiamolo, è diventato completamente indipendente dopo la vendita del pacchetto di titoli in possesso della National Association of Securities Dealers. Secondo gli esperti, la scelta operata da Barclay’s comporterà una sicura perdita di prestigio per l’Amex, e un problema aggiuntivo per la competitività di questo listino nel panorama domestico. Nel frattempo, i competitors pensano a rafforzarsi: il 6 dicembre i 1.366 soci del New York Stock Exchange saranno chiamati ad esprimere il proprio parere sul progetto di fusione con Archipelago ( l’electronic communication center con base a Chicago).
Nel 1993 nasceva il primo Etf (legato allo Standard and Poor’s 500 Index), lo SPDR 500 Trust. Galvanizzati dalla crescita esponenziale del flusso di capitali investiti in questo strumento, i vertici dell’Amex si accordarono con la Barclay’s e la State Street Global Advisor per lanciare una dozzina di nuovi Etf in tempi brevi. Ma l’Amex non si è dimostrato abile nel gestire questo vantaggio iniziale, tanto da perdere il primato delle negoziazioni nel 2004 ( a favore del Nasdaq e dei concorrenti Cubes o QQQQ).
Attualmente, ArcaEx è il market share leader nei trading volume negoziati ( con circa un terzo dei volumi complessivi). Ma c’è dell’altro dietro la decisione della Barclay’s: i vertici del New York Stock Exchange si sono impegnati a lanciare una campagna ‘educational’ sugli Etf per aumentare l’attenzione riposta dagli investitori privati in questo strumento finanziario. Inoltre, il listino newyorkese si è impegnato ad individuare uno sponsor che possa coprire i costi necessari al lancio di una massiccia campagna pubblicitaria sugli Etf.
Stando alle dichiarazioni rilasciate dai vertici della Barclay’s, il Nyse ospiterà ( nelle prossime settimane) gli Etf che replicano gli indici targati Standard and Poor’s. A partire dai primi mesi del 2006, Archipelago accoglierà gli Etf agganciati agli indici Russell. A cura di www.fondionline.it