L’America Latina avanza con cautela (Fondionline.it) -3

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Dopo aver archiviato il 2006 con uno dei tassi di crescita meno virtuosi della macro- regione, il Brasile beneficia di una proiezione di crescita introno al 3,5% per il 2007. Il Messico ha chiuso il 2006 con una variazione del Pil del 4,8% -la più elevata dal 2000- sostenuta da un aumento dei consumi (6%), degli investimenti (9%) e delle esportazioni (10%). Tuttavia, per il 2007 è prevista una leggera decelerazione sulla scia del raffreddamento dell’economia Usa.
L’impennata dei prezzi dei prodotti destinati all’export e l’aumento delle rimesse inviate dagli emigranti latinoamericani ai rispettivi paesi, hanno contribuito in modo determinante al buon momento vissuto dalla regione. Le esportazioni sono cresciute del 21% nel 2006 (trainate dalla domanda proveniente dalla Cina e da altri paesi asiatici), mentre le importazioni hanno compiuto un balzo del 20%. In alcuni paesi dell’America Centrale le rimesse degli emigranti rappresentano il 10% del Pil. In Messico si attestano al 2,7% del Pil.
L’ultimo lustro si caratterizza anche per la minore vulnerabilità rispetto agli shock esterni. La maggior parte dei paesi usa tassi di cambio fluttuanti, ed ha approfittato del periodo favorevole per ripagare una parte dei debiti accumulati. Il ratio debito estero/esportazioni si è dimezzato in dieci anni. Anche la percezione del rischio-area sui mercati internazionali ha subito un sensibile calo, giustificato dalle maggiori entrate fiscali derivanti dalla crescita e dal miglioramento dei termini di scambio. Tuttavia, la Cepal ha osservato un aumento parallelo della spesa pubblica che potrebbe peggiorare il quadro. L’inflazione media si è attestata al 4,8% nel 2006 (in calo per il quarto anno). Solo tre paesi (Venezuela, Trinidad e Tobago e Uruguay) hanno chiuso il 2006 con un tasso di variazione dei prezzi al consumo in ascesa rispetto al 2005. A cura di www.fondionline.it

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