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L’America Latina avanza con cautela (Fondionline.it) -2

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Anche se si tratta di una crescita molto elevata rispetto ai risultati insufficienti raccolti durante il decennio perso degli anni ottanta – a causa della crisi del debito estero- e della volatilità degli anni novanta -a causa dell’eccessiva dipendenza dai flussi di capitali provenienti dall’estero- l’attuale disimpegno dell’America Latina continua ad essere inferiore a quello sperimentato da altre regioni che ospitano paesi in via di sviluppo. Il trend è stato condizionato dalla debolezza delle due maggiori economie della zona, Brasile e Messico, che insieme rappresentano il 60% del Pil.
Quella venezuelana, sostenuto dalle elevate quotazioni del petrolio, e quella della Repubblica Dominicana, sostenuta dagli investimenti, sono state le economie latinoamericane con i più elevati tassi di crescita nel 2006 (10%). Gli esperti della Cepal stanno ancora valutando la performance reale dell’economia cubana – che sarebbe cresciuta di oltre il 12% grazie all’ampliamento delle relazioni commerciali con Venezuela e Cina. Nel gruppo delle maggiori economie della regione, l’Argentina ha archiviato la crescita più vigorosa nel 2006 (8,5%), leggermente inferiore a quella del 2005. Con una proiezione di crescita del Pil al 7,5% per il 2007, la Cepal stima che Buenos Aires abbia concluso la lunga fase di recupero iniziata nei mesi successivi alla dichiarazione di default. (Segue).