L’America di Trump e il Giappone di Abe: un modello per una nuova agenda commerciale globale

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Borse asiatiche in recupero questa mattina, sulla scia del clima positivo che si è respirato al vertice americano della scorsa settimana fra il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Abe è sembrato molto determinato a offrire un’intesa concreta al nuovo presidente Usa e passare in fretta dalle parole ai fatti. Secondo l’analisi di WisdomTree, l’America di Trump e il Giappone di Abe rappresentano infatti una combinazione perfetta, non solo perché entrambi sono espressione di una forte personalizzazione delle loro politiche (America first, ma anche Japan first), ma perché i programmi economici e finanziari presentano diversi punti di contatto. “Il premier giapponese è determinato a collaborare con Trump offrendo progetti infrastrutturali “finanziati dal Giappone”, ma “realizzati dagli Stati Uniti” – spiega Jesper Koll, responsabile di WisdomTree per il Giappone – Allo stesso tempo, ci si aspetta che il rapporto bilaterale tra Stati Uniti e Giappone, in tema di investimenti e commercio, diventi un modello per una nuova agenda commerciale globale”.
 
Piano Usa Giappone di cooperazione
 
Secondo il quotidiano più diffuso in Giappone, Yomiuri Shimbun, Abe si prepara infatti a offrire un ampio “Piano USA-Giappone di cooperazione economica” finalizzato a creare un mercato statunitense da 450 miliardi di dollari, attraverso investimenti nelle ferrovie degli Stati Uniti e nelle infrastrutture, portando alla creazione di 700 mila posti di lavoro in dieci anni. Il Giappone offrirebbe il finanziamento di questi progetti con prestiti a basso interesse, la mobilitazione di risorse dal fondo pensione pubblico del Giappone e di altri finanziatori pubblici.
 
Un nuovo modello di sviluppo economico
 
Inoltre, il piano propone che gli Stati Uniti e il Giappone collaborino per creare nuove regole sul commercio transfrontaliero, che coprano, tra gli altri, tutti gli aspetti di e-commerce, proprietà intellettuale, appalti pubblici, del lavoro e finanziari. In altre parole, dopo che il presidente Trump si è tirato fuori dalla Trans Pacific Partnership, il primo ministro Abe probabilmente proporrà che il quadro bilaterale USA-Giappone si affermi come il nuovo modello per il futuro nella definizione degli sviluppi economici globali.
 
Gli obiettivi comuni
 
In dettaglio, il piano di Abe si focalizza su cinque obiettivi comuni per il Giappone e gli Stati Uniti:
sviluppare le infrastrutture più avanzate a livello globale negli Stati Uniti (progetti ferroviari ad alta velocità in Texas, California e nel corridoio nord-orientale Washington-Boston); utilizzare lo sviluppo di infrastrutture degli Stati Uniti come una piattaforma condivisa nella fornitura di infrastrutture su scala globale; guidare lo sviluppo di robot e progetti di intelligenza artificiale e le relative applicazioni; collaborare su nuove frontiere, come lo sviluppo spaziale; cooperare in maniera più stretta sulla difesa, lo sviluppo di sistemi e strategie nel campo della sicurezza.
 
Implicazioni sugli investimenti
 
La parte più immediata e concreta della proposta si concentra su progetti di infrastrutture e investimenti in robotica applicata. “Il settore dei beni strumentali – spiega Koll – è quindi destinato a beneficiarne in modo più diretto”. Quanto più a fondo il rapporto Trump-Abe si svilupperà, tanto inferiore sarà il rischio di imprevedibili frizioni bilaterali. “In particolare, più sarà positiva la cooperazione economica, meno sarà probabile che il Giappone venga sospettato di manipolare la propria valuta”, conclude Koll.