Ambiente favorevole per le attività più rischiose

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 10/04/2014 - 12:09

L'andamento positivo dell'economia e la politica delle banche centrali continuano a favorire le attività più rischiose. A causa delle tensioni geopolitiche, gli investimenti a  scopo di diversificazione come il greggio e l'oro tornano in primo piano. Questo è il giudizio di Andrea Quapp, Co-Head Multi Asset Class Solutions di Swiss & Global Asset Management.



Secondo l'esperto, nelle ultime settimane la crisi relativa a Crimea e Ucraina ha inciso in maniera  determinante sull'andamento dei mercati dei capitali. La propensione al rischio è calata e si è osservato uno spostamento di flussi di capitale verso investimenti rifugio come i titoli di Stato svizzeri (il cui rendimento è sceso al di sotto dell'1%), tedeschi e statunitensi. Salvo un ulteriore aggravarsi della crisi, si tratta a nostro avviso di sviluppi temporanei.



I dati congiunturali continuano a migliorare su scala globale I dati economici globali dovrebbero continuare a migliorare nel corso dell'anno, dopo l'incremento del 3,9% del prodotto nazionale lordo già osservato nel 2013. Nel complesso i dati effettivi  relativi alla Cina (l'indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero si è attestato a 51) non ci appaiono deboli quanto piuttosto eterogenei (stima del PIL 2014 del Fondo  monetario internazionale: +7,5%).



Le riforme perseguite dalla nuova amministrazione politica (complessivamente 90 provvedimenti) assicureranno a medio termine tassi di crescita soddisfacenti. Lo spostamento verso una politica monetaria meno espansiva è guidato dalla banca centrale statunitense. Altre banche centrali come quella giapponese cercano di dare impulso all'inflazione mediante un orientamento fortemente accomodante.



Si continua a discutere dei pericoli di deflazione nell'area euro, ma a nostro avviso è più realistico attendersi una congiuntura lievemente positiva accompagnata da un aumento marginale dei tassi d'inflazione. Va peraltro notato che nel quarto trimestre 2013 Spagna e Italia, due paesi dell'Europa meridionale in difficoltà, sono tornati a registrare tassi di crescita positivi per la prima volta dallo scoppio della crisi dell'euro. Anche il costo unitario del lavoro è sceso, il che ha permesso a Spagna, Portogallo e Irlanda di registrare un nuovo forte aumento della propria competitività.




Predilezione per gli investimenti azionari

Nell'ambito delle classi di attività più rischiose, privilegiamo gli investimenti azionari agli strumenti creditizi (obbligazioni societarie, obbligazioni ad alto rendimento). A seguito della fase di correzione durata diversi mesi, anche le obbligazioni emergenti tornano a esibire un premio al rischio positivo che stimiamo interessante soprattutto nel caso di obbligazioni denominate in valuta forte (EUR o USD). I parametri di valutazione fondamentale delle azioni (rapporto prezzo/utili, rapporto prezzo/valore contabile, rendimento del capitale proprio) tracciano un quadro favorevole. L'indice di revisione delle stime degli analisti evidenzia per lo più una tendenza al ribasso, da cui si deduce l'assenza di euforia e dunque di quotazioni eccessive.




I titoli di Stato non ricompensano a sufficienza gli investitori

I rendimenti dei titoli di Stato decennali dei principali paesi industrializzati non sono particolarmente entusiasmanti (USA 2,7%, Germania 1,6%, Giappone 0,6%). I rendimenti reali dei titoli sovrani a 10-30 anni sono lievemente positivi, ma alla luce della fragilità dei bilanci statali non offrono remunerazioni sufficienti agli investitori.
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