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Amazon: allarme bomba in America e scioperi in Germania spingono in rosso il titolo a Wall Street

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Mancano meno di 10 giorni a Natale ma i lupi di Wall Street non perdono il pragmatismo: Amazon quest’oggi arretra di circa 2 punti percentuali a 300 dollari l’azione dopo l’allarme bomba che ha colpito l’headquarter di Seattle, evacuato nella serata italiana di ieri.

La società americana ha preventivamente invitato i propri dipendenti a lasciare la sede della multinazionale a stelle e strisce dopo il ritrovamento in un bagno di un messaggio minatorio.

Il ritorno a casa dei dipendenti, con molti di loro che comunque hanno avuto modo di poter adempiere alle proprie mansioni lavorando direttamente da casa, ha dunque provocato la chiusura in anticipo della giornata lavorativa.

A Wall Street non è piaciuto questo blocco momentaneo: il Natale è infatti uno dei periodi più redditizi per Amazon e i timori sono che la società possa indirettamente subire un danno sul fronte dei ricavi.

Il peso dell’incognita è amplificato da un altro elemento di non secondaria importanza: lo sciopero in Germania dei lavoratori di Amazon. Ieri oltre 2.000 dipendenti di 6 dei 9 magazzini tedeschi della società Usa hanno scioperato contro i carichi di lavoro e la politica salariale di Amazon.

Oggi, secondo le proiezioni del Sindacato dei Verdi, altri 2.300 lavoratori dovrebbero aggiungersi alla protesta. Gli scioperi andranno avanti fino al turno di notte di mercoledì, elemento che potrebbe provocare dei ritardi nelle consegne da parte di Amazon.

Vista l’esiguo numero di giorni che manca a Natale, quest’incognita potrebbe dunque spingere alcuni a non usare Amazon per i propri acquisti natalizi. Come dimostrazione della propria efficienza, Amazon nei giorni scorsi aveva detto ai clienti che avrebbero potuto ordinare fino a mezzanotte del 21 dicembre i propri regali e che le consegne, pagando un extra, sarebbero avvenute tra il 23 e il 24 dicembre, prima di Natale insomma.

In Germania Amazon impiega stabilmente quasi 10.000 dipendenti, più altri 10.000 stagionali. Numeri che ne fanno il secondo mercato dopo quello americano.

Per capire l’impatto economico che lo sciopero in atto potrebbe provocare sugli utili futuri della società americana basti pensare a un solo dato: l’anno scorso il picco degli ordini natalizi è stato registrato il 15 dicembre con 4,6 milioni di articoli venduti. 53 ogni secondo. Un buon motivo insomma per mettere allerta i lupi di Wall Street.