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Alstom vola a record in sei anni. Da Parigi sì a mega fusione con Siemens per colosso mondiale treni

In Francia sono montate critiche al governo, accusato di rinunciare al controllo di un altro tassello importante dell’industria nazionale.

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Boom di Alstom: il titolo del costruttore francese dei treni segna un rally fino a +8%, e si attesta ai massimi in sei anni, attorno a 36,50 euro, dopo il via libera del governo francese all’accordo con Siemens, che darà vita a un “Campione europeo della mobilità”.

Parigi ha detto sì all’intesa con cui la francese Alstom e la tedesca Siemens Mobility hanno deciso di unire i loro asset ferroviari, per dar vita a un colosso mondiale dei treni con un fatturato da 15 miliardi di euro all’anno.

L’obiettivo è quello di creare un gigante europeo che riesca a far fronte alla competizione agguerrita della cinese CRRC.

L’accordo vedrà il ceo di Alstom, Henri Poupart-Lafarge, guidare la joint venture nelle vesti di amministratore delegato. La nomina di Poupart-Lafarge, sottolinea Reuters, è stata decisa per smorzare le critiche montate in Francia ed espresse dai partiti di opposizione al governo, che è stato accusato di rinunciare al controllo di un altro tassello importante dell’industria nazionale. Da segnalare che Parigi è azionista di Alstom con una quota del 19,9%.

Ma il ministro delle finanze Bruno Le Maire, nel commentare l’operazione di M&A, ha detto che la mega fusione proteggerà l’occupazione francese.

La nuova joint venture – che vedrà Siemens detenere una quota del 50% più alcune azioni della società costituenda stessa, in ogni caso non più del 50,5%- si chiamerà Siemens Alstom: tra gli asset, i treni francesi ad alta velocità TGV e quelli tedeschi ICE, e anche la tecnologia per innovare il sistema ferroviario. Gli utili combinati al lordo degli interessi e delle tasse sono stimati a 1,2 miliardi.

Presidente non esecutivo della joint venture sarà un dirigente di Siemens. Così ha commentato l’accordo Joe Kaeser, AD di Siemens:

“Questa mega fusione franco-tedesca alla pari manda forti segnali in diverse direzioni. Mettiamo al lavoro l’idea europea e insieme ai nostri amici di Alstom, ci prepariamo a creare un nuovo campione europeo dell’industria ferroviaria, che duri nel tempo”.

Gli analisti di Deutsche Bank si sono mantenuti tuttavia cauti sull’accordo, reiterando il rating “hold” sul titolo Alstom. Motivo: la difficoltà con cui si potranno raggiungere sinergie sui costi.

“I politici tenteranno probabilmente di assicurare una qualche forma di protezione della forza lavoro in Francia (il 28% della forza lavoro di Alstom) e Germania (il 39% della forza lavoro di Siemens) rendendo difficile il perseguimento delle sinergie dei costi”.

Il nuovo colosso, con 62.300 dipendenti, punta a sinergie di 470 milioni di euro per quattro anni successivi alla conclusione dell’accordo, attesa alla fine del 2018. Alstom e Siemens Mobility hanno fatto notare che le loro operazioni sono complementari.

Alstom è presente infatti nei mercati del Medio Oriente, Africa, India e Centro e Sud America, mentre Siemens è forte in Cina, Stati Uniti e Russia.