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Alphabet: balzo di utili e spese nel primo trimestre, titolo positivo nel pre-mercato

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La stagione delle trimestrali hi-tech di Wall Street inizia con il piede giusto. Alphabet, la società che controlla Google, ha annunciato di aver chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile balzato di oltre 70 punti percentuali, 73 per la precisione, a 9,4 miliardi di dollari. Ad innescare l’incremento maggiore dal quarto trimestre 2009, è stata la modifica di alcune regole per la contabilizzazione delle partecipazioni. In particolare, la quota in Uber, acquistata nel 2013 per 377 milioni di dollari, al momento, stando ai calcoli di Ross Sandler di Barclays, varrebbe quasi 10 volte tanto.

Il risultato per azione si è portato a 9,93 dollari, ben al di sopra dei 9,28 dollari attesi dagli analisti. Meglio del previsto anche il fatturato, salito a 31,15 miliardi (+26%), contro i 30,3 stimati. L’advertising ha segnato un rialzo annuo del 20% a 26,6 miliardi e la voce “altri ricavi” (tra cui troviamo il cloud e le vendite di hardware) è passata da 3,2 a 4,3 miliardi.

Aumento particolarmente marcato, +35% a 6,3 miliardi, anche per i TAC, i Traffic Acquisition Costs versati a siti e società terze che dirigono traffico a suo vantaggio. Triplicate inoltre, da 2,5 a 7,3 miliardi di dollari (erano 4,3 miliardi nel quarto trimestre), le spese in conto capitale. Il direttore finanziario Ruth Porat ha spiegato che gran parte dell’incremento è riconducibile a due operazioni: l’acquisto del Chelsea Market a New York e le spese legate all’implementazione dei cavi sottomarini.

Nel complesso, si tratta di numeri sostanzialmente in linea con la tradizione di Google: a un boom dei ricavi da inserzioni si accompagna un balzo delle spese. Tra gli analisti emerge qualche mugugno in vista dell’entrata in vigore in Europa di normative più rigide in tema di tutela della privacy (General Data Protection Regulation, il Regolamento europeo per il trattamento di dati personali), che prevedono sanzioni fino al 4% delle entrate in caso di violazioni.

Nonostante le rassicurazioni in questo senso arrivate dal CEO Sundar Pichai, il titolo, dopo un balzo iniziale di quasi 5 punti percentuali, ha ritracciato gran parte dei guadagni e nel pre-mercato sale dello 0,6%.