Alluminio, per le importazioni in Giappone costi aggiuntivi tagliati del 2%

Inviato da Floriana Liuni il Gio, 01/09/2011 - 11:57
Uno dei maggiori produttori di alluminio ha abbassato del 2% i costi aggiuntivi per le importazioni in Giappone, primo Paese importatore del metallo in Asia. Lo riporta Bloomberg, citando un'indiscrezione di tre manager del gruppo, che hanno voluto mantenere l'anonimato. Si segnala comunque che tra i maggiori fornitori del Sol Levante si contano Rio Tinto, Alcoa e Bhp Billiton. Si tratta del primo taglio da nove mesi: i premi - che si aggiungono al prezzo cash fissato dal London Metal Exchange e che il Giappone paga per trasporto e assicurazione - sono ora fissati a 118 dollari la tonnellata sull'Lme, rispetto ai 120 dollari che si sborsavano fino ad ora. Il taglio è stato deciso per agevolare le importazioni di alluminio in Giappone, minacciate dallo yen forte e dall'economia Usa debole. Il gruppo che ha preso questa decisione deve infatti fronteggiare una forte concorrenza sui mercati asiatici dell'alluminio, poichè l'offerta da parte delle fonderie del Medio Oriente è abbondante, e si aggiunge a quella americana e australiana. Secondo la Japan Aluminium Association, al 30 giugno 2011 e importazioni semestrali di alluminio raffinato erano scese dell'11% a 809.573 tonnellate, dalle 912.390 del primo semestre 2010.
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