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Alluminio: Alcoa la prossima preda?

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Sono giornate di grande agitazione quelle che stanno vivendo i titoli del comparto delle materie prime, e in particolare dell’alluminio, dopo l’accelerazione impressa al processo di consoliamento dall’offerta lanciata da Rio Tinto nei confronti della canadese Alcan.


I 38,1 miliardi di dollari, a cui si aggiugono quasi 6 miliardi di debito che verranno presi in carico, messi sul piatto dalla compagnia mineraria anglosassone, la maggiore acquisizione di sempre nel comparto, sono risultati graditi al board di Alcan che ha consigliato ai propri soci di accettare l’offerta dopo avere respinto più volte i tentativi della statunitense Alcoa, l’ultimo del valor di 27,5 miliardi di dollari in maggio. Ed è molto probabile che sia la stessa Alcoa la prossima preda del risiko del comparto. Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, Bhp Billiton ha incaricato Merrill Lynch e JpMorgan di analizzare le possibilità per avanzare un’offerta dopo aver giudicato troppo dispendioso un eventuale ingresso in competizione con Rio Tinto per Alcan, mentre alcuni hedge fund avrebbero preso posizione proprio sui titoli Alcoa, elemento che supporta l’attesa per il lancio di un’offerta da parte di Bhp Billiton.

La preparazione dell’accordo non sarà tuttavia così semplice. Non tutti i membri del board di Bhp sono d’accordo sull’operazione e lo stesso direttore esecutivo Chip Goodyear agirebbe solo in caso di offerta amichevole. Goodyear lascerà tuttavia il proprio incarico a ottobre. A lui succederà Marius Kloppers che appare anch’egli favorevole a muovere su Alcoa.


Tra i movimenti che attraversano il comparto minerario da segnalare anche la prossima quotazione, al London Stock Exchange della compagnia olandese Vimetco, con una forchetta di prezzo compresa tra gli 8 e i 10,5 dollari. Verrà messo in vendita il 30% del capitale della compagnia per una capitalizzazione di mercato che sarà compresa tra gli 1,67 e i 2,19 milioni di dollari.


Il fermento rende felici gli analisti di settore che vedono la possibilità di ulteriori operazioni all’orizzonte. E sebbene siano solo ipotesi sulla carta i titoli minerari hanno puntato decisamente verso l’alto. Alcoa ha terminato le contrattazioni settimana scorsa con un rialzo di oltre il 4% mentre durante la settimana ha preso il 13%, Alcan ha guadagnato 12 punti percentuali nel corso della scorsa ottava (l’80% da inizio anno), Antofagasta è salito del 7,5% negli ultimi sette giorni, Xstrata del 4,7%. Meno brillanti le performance dei titoli delle società predatrici. Rio Tinto ha perso il 6,2% settimana scorsa. Per gli analisti di mercato l’offerta per Alcan non è certo a buon mercato anche se l’operazione appare favorevole. Bhp Billiton è rimasta praticamente invariata come anche Anglo American. Tutte presentano però un bilancio positivo da inizio anno. Si va dai 63 punti percentuali messi in carniere da Bhp Billiton, ai 28 di Anglo American fino ai 37 di Rio Tinto.