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L’allentamento delle Banche centrali spinge gli investitori ad accettare un rischio maggiore per ottenere un rendimento reale positivo

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Di seguito pubblichiamo l’outlook di mercato elaborato da Asoka Woehrmann e Randy Brown, Condirettori Investimenti di Deutsche Asset & Wealth Management. Per i due esperti nell’attuale contesto di bassi rendimenti, gli investitori passano sempre più ai titoli societari emessi in Europa e nei mercati emergenti. Tale tendenza è favorita dalla prosecuzione della necessità di riposizionamento scaturita dalla discesa verso i minimi dei rendimenti dei titoli di Stato considerati più sicuri. A spingere al ribasso la resa di questo tipo di bond, così come anche quelli dei titoli di debito della periferia, le politiche espansive delle Banche centrali. Quella giapponese per esempio ha intenzione di appiattire la curva dei rendimenti nazionali. E la politica monetaria presente e futura degli istituti centrali è una dei due fattori che, insieme alle prospettive di crescita, dominano i mercati obbligazionari.

La politica monetaria non convenzionale sta diventando sempre più convenzionale. L’ultimo esempio di questo andamento è il Giappone. Poiché la Banca Centrale dà priorità al riacquisto delle obbligazioni con scadenze più lunghe, la curva dei tassi di interesse si dovrebbe ulteriormente appiattire. I tassi di interesse dovrebbero restare bassi per tutte le scadenze. Questo ambiente di bassi tassi di interesse sta costringendo gli investitori ad andare a cercare i rendimenti sui mercati internazionali. Gli acquisti di Bund tedeschi e di titoli di Stato francesi (OAT) effettuati dalle banche giapponesi risalgono già al 2012. Quest’anno probabilmente proseguirà questo spostamento verso i titoli di Stato esteri che offrono rendimenti migliori. Anche i titoli di Stato dei Paesi periferici dell’Europa registrano una maggiore richiesta, mentre probabilmente lo Yen resterà sotto pressione per via dei deflussi di capitali. Altre destinazioni di investimento attraenti appaiono in tal senso i titoli di Stato con rating AAA fuori dai G4, come Australia, Nuova Zelanda e Canada.

Con i piani della BCE si potrà beneficiare sia dai rendimenti obbligazionari più elevati che dal restringimento dello spread

Nel frattempo, la Banca Centrale Europea si preoccupa del fatto che l’outlook economico dell’Eurozona sia piuttosto offuscato, a causa delle incertezze politiche dell’Italia e della crisi bancaria di Cipro. Si è nuovamente riaffacciato il dibattito su un ulteriore alleggerimento della politica monetaria. La Banca Centrale Europea si preoccupa anche del fatto che le piccole e medie imprese dei Paesi periferici stiano trovando difficoltà ad accedere al credito, che quando è disponibile viene concesso a termini sfavorevoli. Di conseguenza, si sta prendendo in considerazione un programma di credito per le aziende di medie dimensioni, come misura di sostegno all’economia reale.

La BCE sta ancora puntando alla riduzione degli spread sui tassi di interesse tra i Paesi centrali e periferici dell’Eurozona. Quindi si potrà beneficiare sia dai rendimenti elevati che dal restringimento dello spread. L’obiettivo dei flussi di carry, però, non dovrebbero essere solo i titoli di Stato e le obbligazioni societarie dell’Eurozona. Anche i covered bond della periferia offrono rendimenti attraenti, che superano il tasso di inflazione europeo.

La tendenza a passare dai titoli di Stato sicuri alle emissioni sovrane dei Paesi periferici, alle obbligazioni societarie europee e dei Paesi emergenti e alle high yield probabilmente proseguirà. Il motivo è piuttosto chiaro. Le obbligazioni sicure offrono solo tassi di interesse reali negativi.

Quindi, gli investitori devono accettare un rischio maggiore per ottenere un rendimento reale positivo. Ora della fine, dovranno sopportare una qualche turbolenza, non da ultimo perché il dibattito europeo continuerà e rappresenterà un’ulteriore causa di volatilità.