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Allarmi per l’economia da Bernanke e Fmi

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Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha ammesso per la prima volta di aspettarsi un periodo di crescita economica negativa nel corso del 2008. Lo ha fatto in un discorso davanti alla Commissione economica del Congresso Usa sull’outlook economico, proprio in coincidenza con l’emergere di nuovi più conservative stime sull’andamento dell’economia mondiale da parte del Fondo monetario internazionale.
Bernanke ha definito possibile una lieve contrazione del Pil nel primo semestre dell’anno. La Fed si attende invece un rafforzamento dell’economia a partire dal secondo trimestre come reazione agli stimoli fiscali e di quelli forniti dai tagli dei tassi d’interesse, e un ritorno alla normalità nel 2009, quando la crescita dovrebbe evolversi a un ritmo leggermente superiore a quello di fine 2008 anche grazie a una stabilizzazione del mercato immobiliare.
Ma, come accennato, indicazioni non confortanti arrivano anche dal Fondo monetario internazionale. Questo almeno secondo un documento ripreso dall’agenzia Bloomberg, secondo cui l’Fmi avrebbe rivisto al 3,7 dal 4,1% le stime sulla crescita mondiale, aggiungendo che le probabilità di una recessione mondiale si situano al 25% e che l’economia si trova nella sua crisi peggiore dal 1929.
Nel suo discorso Bernanke ha anche ribadito la validità della mossa con cui la Fed ha proceduto al salvataggio della banca d’affari Bear Stearns, rimasta coinvolta da una pesante crisi di liquidità. “Le conseguenze di un fallimento di Bear Stearns – ha detto – sarebbero state gravissime e difficili da calcolare, ma le misure sembra che abbiano adottato sembrano essere state utili per rendere più liquidi i mercati e per diminuire l’incertezza. Bernanke ha anche chiarito di non aver ricevuto allarmi preventivi della crisi di Bear Stearns e di aver fatto affidamento sulle segnalazioni della Sec secondo sui la banca avrebbe avuto un sufficiente livello di capitale.