L'allarme siccità accende i rischi anche per Enel & Co.

Inviato da Marco Barlassina il Mar, 24/04/2007 - 15:04
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Italia a un passo dalla proclamazione dello stato di emergenza idrica. Oltre a quella di acqua c'è però un'altra sete che rischia di mettere in crisi il Paese, quella di elettricità. Lo stato di emergenza renderebbe infatti esecutive misure per il contingentamento delle risorse idriche, comprese quelle utilizzate nel processo di produzione di energia idroelettrica. Il problema siccità potrebbe quindi causare impatti rilevanti sulle società maggiormente esposte nella produzione di tale fonte di energia, che in Italia copre il 15% del fabbisogno complessivo.
 
I tecnici della taskforce su clima e produzione di elettricità si sono riuniti oggi per un incontro preliminare dandosi appuntamento per un altro incontro il prossimo 7 maggio. Già si discute però delle misure adottabili dal Governo per fronteggiare l'emergenza che potrebbero riguardare un risparmio di acqua per complessivi 350 milioni di metri cubi, dei quali 150 derivanti da minore produzione idroelettrica e 100 milioni da razionalizzazione dei rilasci per l'irrigazione agricola.

 

Terna ha fatto sapere che sono a rischio 8mila MegaWatt di potenza installata: 5mila rappresentati dalle centrali che operano lungo il corso del Po e che potrebbero essere danneggiate dalla minore portata del fiume per l'acqua utilizzata per il raffreddamento (Ostiglia e Tavazzano di Endesa Italia; Chivasso, Piacenza, Turbigo e Sermide di Edipower; La Casella di Enel; Moncalieri di Iride); 2mila MegaWatt per il fisiologico minor import nei mesi estivi; 1000 MegaWatt di minor produzione idroelettrica.

 

Con buona probabilità nei prossimi mesi (in giugno e luglio si toccano i vertici dei consumi di elettricità) la produzione idroelettrica potrebbe quindi calare. Un fattore negativo che sarebbe solo parzialmente controbilanciato da un'impennata nei prezzi dell`energia elettrica conseguente all'aumento delle temperature e al maggiore uso di condizionatori d'aria. In base alle stime di Euromobiliare le società maggiormente esposte alla produzione idroelettrica sono: Aem Milano, che ha un contributo al margine operativo lordo (al netto di Edison) di circa il 22-23%, Iride per cui la quota oscilla tra il 18-19%, Enel con circa il 15-18% (escludendo Endesa), ed Edison con circa il 15-17%.

 
Occorre ricordare che nel 2003 in un'analoga situazione d'emergenza venne anche emanato un decreto per consentire l'incremento di 2 gradi centigradi (da 35° a 37°) della temperatura delle acque di raffreddamento delle turbine delle centrali al momento della reimmissione nei corsi d'acqua, misura che consentiva il recupero di circa 2mila MegaWatt di potenza installata.

 

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