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Allarme rosso per il Ftse Mib: azzerati guadagni 2018 con rottura supporto statico dei 22mila punti. Maggio da incubo per le banche

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L’ondata di vendite di oggi ha peggiorato ulteriormente il quadro grafico del Ftse Mib, appesantito soprattutto dalla raffica di vendite sui titoli bancari in scia ai record dal 2013 toccati dallo spread Btp-Bund (sopra 230 pb). La forte correzione delle ultime tre settimane, coincisa con l’escalation di tensioni politiche, ha portato il Ftse Mib (-2,35% al momento a quota 21.870 punti) a cedere oltre 10 punti percentuali rispetto ai massimi annui (24.544 punti toccati il 7 maggio) e azzerare i guadagni 2018. Il Ftse Mib, prima della correzione in atto, si era distinto come il migliore tra i listini europei.

 

A maggio debacle per i bancari: -25% Banco Bpm, -20% Intesa, Mediobanca e Ubi

Il settore maggiormente penalizzato dall’escalation del rischio Italia è quello bancario, il più esposto sui Btp con 182 mld di euro di titoli di Stato in portafoglio per le 6 maggiori banche del paese (dati Credit Suisse). Da inizio mese il peggior titolo del Ftse Mib è Banco Bpm con un sonante -25%, seguito da Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Ubi Banca tutte con ribassi superiori al 20%; -18% per l’altra big Unicredit.

A livello settoriale le banche e i finanziari sono in generale i titoli a più elevata correlazione agli sviluppi politici, argomenta Banca Akros, che invece vede per i titoli delle società a controllo statale la possibilità di  rimbalzo dopo la recente severa correzione.

 

In vista del voto c’è rischio escalation retorica anti UE

Oggi gli investitori guardano al rischio che dalle prossime elezioni, che si terranno probabilmente a settembre, emerga una maggioranza più netta dei partiti euroscettici. Per Arnaud Masset, analista di Swissquote, bloccando la formazione del governo, il presidente della Repubblica ha giocato la carta della cautela “temendo che potesse mettere a rischio l’appartenenza del paese all’Unione Europea”. “Per l’Italia – continua l’esperto – i guai sono tutt’altro che finiti. Il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno infatti chiesto nuove elezioni, sostenendo che Mattarella non ha rispettato la decisione della gente di avere un governo di coalizione euroscettico e contro l’establishment”.

 

Voto rischia di diventare referendum sull’Eurozona

Banca Akros sottolinea come gli sviluppi delle ultime 24 contengono sia buone che cattive notizie. “L’ultima evoluzione ha dimostrato che il quadro istituzionale italiano può agire in modo efficace per bloccare i populismi euroscettici. La costituzione è un limite indiscutibile alla spesa in deficit e all’uscita unilaterale dalla zona euro”. Di contro, la campagna elettorale è già iniziata e probabilmente vedrà il Movimento 5 stelle e la Lega all’attacco in nome della democrazia. “Insieme i due partiti potrebbero raggiungere una maggioranza assoluta – argomenta Akros – . Nel caso in cui la coalizione venga confermata, i partiti tradizionali formeranno un fronte pro-euro e l’elezione suonerà, implicitamente, come un referendum sull’Eurozona.

In alternativa, la Lega potrebbe negoziare un ruolo primario come leader della coalizione di centrodestra dimostrando che l’imposizione di Savona al governo era solo pretestuale. “Il rinnovato credo anti-euro della Lega, tuttavia, può essere un ostacolo a questa soluzione”, conclude Banca Akros che vede un atteggiamento attendista dei mercati con spread sotto pressione fino a 250 punti base e il mercato azionario altamente volatile.

 

Analisi tecnica: rotto supporto statico a 22mila, brutti segnali anche da RSI (a cura di Michele Fanigliulo)

Da un punto di vista tecnico il quadro grafico del Ftse Mib è peggiorato ulteriormente. Infatti l’indice ha confermato definitivamente il break out del livello chiave dei 22.640 punti, già infranto venerdì scorso. Importante perché vi passava la media mobile 200 periodi, la trend line rialzista di lungo corso e il ritracciamento del 61,8% di Fibonacci dell’impulso rialzista avviato il 5 marzo. L’indice oggi ha rotto anche il supporto statico dei 22.000 punti, livello psicologico importante. I prezzi ora puntano il minimo a 21.460 punti su cui il Ftse Mib si era arrestato lo scorso 5 marzo. La netta prevalenza delle pressioni ribassiste emerge ancora con più forza se si guarda l’RSI. L’algoritmo infatti ha infranto la trend line rialzista ed è entrato in ipervenduto, evidenziando così la forza della correzione in atto. in tale scenario, l’eventuale rottura dei 21.460 aprirebbe le porte per ulteriori ribassi verso 21.000 e 20.500 punti.