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Allarme Fed e balzo deficit commerciale Us affossano Borse, -3% per Piazza affari

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Mercati azionari affossati dalle vendite nella seduta di metà ottava. Piazza Affari ha ceduto oggi oltre il 3% in scia alla debolezza di Wall Street e delle altre principali Borse mondiali. Le vendite sono state alimentate dai crescenti timori di uno stallo dell’economia. Ieri sera la Federal Reserve ha rimarcato come il ritmo della ripresa è rallentato negli ultimi mesi con i consumi delle famiglie frenati dall’alta disoccupazione, dalla modesta crescita dei redditi e dalle difficili condizioni in cui versa il credito. Attese negative confermate dal balzo del deficit della bilancia commerciale statunitense a giugno (49,9 mld $), sui massimi dall’ottobre 2008, e che potrebbe comportare una marcata revisione al ribasso dei dati di crescita del pil del secondo trimestre.


In chiusura l’indice Ftse Mib ha ceduto il 3,20% a 20.579 punti con tutti e 40 i titoli in territorio negativo. Unico titolo che ha perso meno dell’1% è stato Parmalat (-0,98%) che ha beneficiato dei forti numeri semestrali diffusi oggi dal colosso alimentare Nestlé.
Tra i peggiori titoli figurano quelli del comparto del risparmio gestito con Azimut che ha ceduto oltre 7 punti percentuali. Anche oggi molto deboli i cementieri con Buzzi che è scivolata sotto quota 8 euro (-3,37%). Dopo il debole outlook diffuso ieri, diverse case d’affari hanno provveduto a limare le stime sul gruppo cementiero con conseguente revisione al ribasso dei prezzi obiettivo. Forti vendita anche su Fiat che ha ceduto il 4,91%. Flessione del 4,86% per Stm che si è allineata alla debolezza del comparto in Europa. Non hanno limitato le perdite neanche le big bancarie con Intesa che ha ceduto il 6%, -3,46 per cento per Unicredit. Giù anche Telecom Italia (-2,36%) dopo l’exploit della vigilia. Ubs ha confermato la raccomandazione buy sulla tlc italiana con prezzo,obiettivo sceso lievemente da 1,3 a 1,2 5euro.