Allarme disoccupazione: aumentano i giovani che non studiano né lavorano - CNEL

Inviato da Redazione il Mer, 08/06/2011 - 16:08
Allarme disoccupazione giovanile. A lanciarlo è il CNEL, il Consiglio nazionale Economia e Lavoro, oggi riunito presso la XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati. "La debole crescita economica seguita al biennio di recessione rischia di produrre preoccupanti effetti di lungo periodo sulle dinamiche del mercato del lavoro - sostiene il CNEL - La lentezza della ripresa potrebbe ritardarne l'ingresso nel mercato del lavoro e prolungare la permanenza agli studi. Inoltre, le deboli condizioni economiche potrebbero rendere difficile la transizione dall'istruzione al mercato del lavoro, con il rischio che molti giovani restino intrappolati in lunghi periodi di disoccupazione e in lavori precari e mal remunerati". Che il mercato del lavoro in Italia non godesse di buona salute non era certo un mistero, ma ciò che preoccupa è il drammatico aumento del fenomeno dei Neet, (Not in Education, Employment or Training), ossia quei giovani in età compresa tra i 20 e i 29 anni che non studiano, sono disoccupati o inattivi. È un fenomeno che, secondo i dati pubblicati dall'Ocse, colpisce 16,7 milioni di giovani. Di questi, solo 6,7 milioni sono ancora in cerca di impiego; tutti gli altri ci hanno rinunciato. "In Italia la quota dei Neet è particolarmente elevata rispetto a quella degli altri Paesi Ocse. - rileva il CNEL - Inoltre, mentre nella UE a 27 la probabilità di essere Neet è inversamente correlata al grado di istruzione, nella Penisola tale relazione è invertita: i giovani fra i 25 ed i 29 anni con un'istruzione elevata rimangono fuori dall'occupazione, perché disoccupati o inattivi". A livello geografico, il Sud registra una quota di Neet più che doppia rispetto al Centro-Nord. Nel Mezzogiorno 25-30enni che non studiano né lavorano sono il 15%, contro l'8,6% del Centro-Nord. Particolarmente colpite sono le giovani donne e i ragazzi con alti gradi di istruzione. Attualmente ad avere un contratto di lavoro permanente sono solo il 20% dei ragazzi al Sud, e il 37% al Centro-Nord. Di fronte a questo scenario, i ministeri del Lavoro, della Gioventù e dell'Istruzione hanno previsto un piano di stimolo con uno stanziamento di quasi 2 miliardi di euro.
COMMENTA LA NOTIZIA