1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

L’allarme di Trichet: la crisi è diventata sistemica, occorre agire in fretta

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

La crisi del debito in Europa ha raggiunto dimensioni sistemiche e per la politica è arrivato il tempo delle decisioni chiare e rapide. A dirlo il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet durante un’audizione al Parlamento europeo. Trichet ha sottolineato che il quadro complessivo dell’economia europea ha virato in negativo nelle ultime tre settimane e il Vecchio continente rischia di coinvolgere nella crisi anche Giappone e Stati Uniti.

 

Rischi di contagio in aumento

Il presidente uscente della Bce, che dall’inizio di novembre lascerà la sua carica a Mario Draghi, ha citato la presenza di segnali di stress in alcuni mercati europei dei bond e un’evidente estensione delle tensioni sui mercati finanziari di tutto il mondo. Per questo i rischi di contagio – ha chiarito – stanno aumentando rapidamente. Trichet ha quindi esortato le autorità a coordinare gli sforzi per la ricapitalizzazione delle banche, aprendo di fatto anche all’utilizzo del fondo salva-Stati Efsf per la concessione di prestiti ai governi. Le singole nazioni procederebbero poi alla ricapitalizzazione degli istituti di credito.

 

Haircut più pesante sui titoli greci

Intanto sono emerse anche parole altrettanto pesanti rilasciate nella serata di ieri dal presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, durante un’intervista a una televisione austriaca. Le perdite per i creditori sui titoli di Stato greci – secondo Juncker – potrebbero superare il 60% contro il 21% inizialmente ipotizzato dalle associazioni bancarie. I creditori si troverebbero in questo caso di fronte a una decurtazione (haircut)del valore dei titoli greci in portafoglio molto superiore a quella presa in considerazione nelle scorse settimane. 

 

Il peso sui bilanci bancari

Un haircut del 21% comporterebbe per le principali banche europee, che detengono tutte in varia misura bond greci in portagolio, una carenza di capitali nell’ordine dei 3,7 miliardi di euro. Una cifra destinata a lievitare fin oltre i 20 miliardi se la soglia fosse portata al 60 per cento.  Le ricapitalizzazioni, per riportare il core Tier 1 ad almeno il 7%, diventerebbero pertanto più urgenti e soprattutto più corpose.