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Allarme dell’Fmi ai governi: la crisi è seria e non è ancora finita

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Uscita di scena con una sorpresa. Rodrigo Rato, il direttore generale del Fondo monetario internazionale che abbandonerà la propria carica a fine mese, ha infatti lanciato un allarme senza precedenti ai governi di tutto il mondo. Riferendosi alla crisi del credito che ha colpito i mercati finanziari a partire dal mese di agosto Rato ha spiegato dalle pagine del Financial Times di ritenerla “molto seria, non ancora finita e in grado di frenare la crescita in tutto il mondo”.


 

“I policymakers non devono pensare che i problemi si fermeranno sulle scrivanie dei banchieri – ha detto – potrebbero trasferirsi sul settore reale e nei bilanci”. Per questo “i governi dell’area euro dovrebbero essere consapevoli del fatto che l’economia reale verrà colpita dalla crisi”.


 


Si tratta della più forte presa di posizione dell’Fmi dall’inizio delle turbolenze dei mercati. In settembre il Fondo aveva comunque quantificato le perdite determinate dalla crisi dei mutui subprime in 200 miliardi di dollari.


 


L’analisi di Rato non si ferma a considerazioni teoriche, ma si spinge anche ad ammonire che i governi di tutto il mondo potrebbero essere costretti a rivedere profondamente i loro piani finanziari, e soprattutto a monitorare il possibile sviluppo di uno “scenario di disequilibri globali”. Secondo Rato potrebbero volerci mesi, e potrebbe anche essere necessario attendere l’anno prossimo, perchè la liquidità e la disponibilità del credito tornino a livelli normali. Rato ha comunque definito adeguate le decisioni prese dalla Banca centrale europea per fronteggiare il credit crunch.


 


Un altro capitolo delle considerazioni di Rato ha riguardato il dollaro, definito “sottovalutato” sulla base di diversi indicatori utilizzati dall’Fmi, e l’eccesso di volatilità sul mercato valutario, che “non è quello di cui abbiamo bisogno”.


 


Rodrigo Rato, spagnolo, lascerà la direzione del Fondo al francese Dominique Strauss-Kahn il 31 ottobre prossimo.