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Allarme dagli Usa: clonate 40 milioni di carte di credito

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E’ il più esteso caso di hacking e furto di identità mai scoperto negli Stati Uniti. Un gruppo di 11 hacker internazionali è stato accusato da alcune procure statunitensi di aver clonato circa 40 milioni di carte di credito. Secondo un comunicato del Dipartimento di Giustizia le identità elettroniche rubate sarebbero riferibile a 9 diversi emittenti di carte.


Il gruppo di hacker è formato da un cittadino estone, da tre ucraini, due cinesi, un bielorusso e tre americani. L’ultimo dei componenti del team è invece solo conosciuto per il suo alias online e nemmeno il Dipartimento di Giustizia conosce il suo Paese di origine.

Gli hacker si appropriavano di numeri di carte di credito e dati sensibili attraverso internet, entrando nei sistemici informatici di alcune grosse catene della grande distribuzione come TJX Companies, BJ’s Wholesale Club, OfficeMax, Boston Market, Barnes & Noble, Sports Authority, Forever 21 e DSW. Una volta entrati nel sistema impiantavano dei programmi chiamati “sniffer” che catturavano automaticamente numeri di carte di credito, password e informazioni sugli account. In seguito immagazzinavano i dati su server posti in Europa dell’Est e negli Stati Uniti in attesa di venderli al migliore offerente sempre attraverso internet.