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Allarme crescita per la Cina, anche Goldman taglia stime. Pechino prepara nuove misure stimolo

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Cresce la preoccupazione sui mercati circa le prospettive di crescita della Cina. L’obiettivo di crescita minima indicato da Pechino per il 2014, pari a +7,5%, appare a forte rischio e l’ultima tornata di dati relativi al mese di febbraio hanno alimentato i timori con soprattutto i deludenti dati sull’export che hanno causato un deficit della bilancia commerciale. 

Oggi l’indice Hang Seng China Enterprises ha ceduto l’1,7% entrando nel cosiddetto “bear market”, ossia segna un calo di oltre il 20% rispetto ai livelli di inizio dicembre. Sempre oggi nuovi minimi a 12 mesi per lo yuan. 

Goldman Sachs vede Pil Cina crescere meno del target del 7,5%
Oggi Goldman Sachs ha abbassato le proprie stime sulla Cina relative al primo trimestre 2014, ma anche quelle per l’intero 2014 e il 2015. La casa d’affari statunitense vede ora il Pil cinese espandersi “solo” del 7,3% quest’anno rispetto al 7,6% indicato in precedenza. Le previsioni per il 2015 sono di un +7,6% dal 7,8% delle precedenti stime. 
Nei giorni scorsi anche Pimco aveva rivisto al ribasso le stime sulla Cina vedendo una crescita tra il 6,5% e il 7,5% quest’anno. 

Pesa frenata consumi ed export 
La decisione è frutto dei deludenti riscontri arrivati nei primi due mesi dell’anno dai dati su commercio e consumi. “Gli sforzi per la lotta contro la corruzione hanno intaccato i consumi“, rimarca la nota di Goldman Sachs che comunque si attende una ripresa nei prossimi mesi in virtù della diminuzione sequenziale dell’impatto delle misure anti-corruzione e dei controlli dell’inquinamento, oltre a un miglioramento delle prospettive del commercio e all’allentamento delle condizioni finanziarie (deprezzamento della moneta e dei tassi di interesse più bassi). I dati di marzo, rimarca Goldman, saranno importanti per vedere i primi segni di recupero.
L’inflazione non dovrebbe rappresentare un problema con le nuove stime che sono di un +2,6% nel 2014 (3% la stima precedente): confermata invece la previsione di inflazione al 3% nel 2015.
Pechino prepara contromosse per stabilizzare crescita 
L’obiettivo di crescita del Governo per il 2014 appare quindi più difficile da raggiungere anche se settimana scorsa il premier cinese Li Keqiang si è mostrato fiducioso, confermando che il tasso di crescita del Paese sarà di almeno il 7,5% anche quest’anno. 
La Cina prepara le contromosse e ha annunciato l’intenzione di “apportare misure già determinate per espandere la domanda interna e stabilizzare la crescita”, rimarca una nota del Consiglio di Stato cinese. In programma c’è  l’accelerazione dei lavori preliminari e la costruzione di progetti di investimento chiave.