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Allacciate le cinture di sicurezza!

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Di seguito pubblichiamo un commento di mercato a cura di Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas. L’esperto nella sua analisi evidenzia come nel corso del mese di luglio i mercati azionari hanno registrato un ribasso, un movimento che ha spinto gli strategist della società di gestione verso la cautela. Pur rimanendo il contesto macroeconomico globale positivo, i timori sull’irrigidimento della politica monetaria americana è in aumento. Proprio per questo motivo, l’esperto e il suo team per i mesi a venire si aspettano un rialzo dei tassi Usa da parte della Fed e un apprezzamento del dollaro statunitense.

Su scala globale, si è registrato un incremento della volatilità a luglio. Infatti, a fronte di mercati equity globali che hanno perso l’1,6% nel corso di luglio – con gli EM che hanno sovraperformato e l’Europa in linea – l’incremento delle tensioni geopolitiche ha portato ad un rimbalzo del VIX.

Il nostro strategist Graham Bishop ha sottolineato come il recente andamento de mercati sia riconducibile ai bassi volumi estivi e all’earnings season. Tuttavia, secondo il nostro esperto, vi sono alcuni punti critici: le prese di profitto sui junk bonds USA, il minor interesse suscitato dalle asset class europee e l’andamento dei titoli ciclici. Tenuto conto di ciò, il team Equity Strategy di Exane BNP Paribas preferisce restare prudente sull’andamento del mercato azionario e mantiene un biais difensivo con un’esposizione internazionale per i titoli europei. Si stima, infatti, che il momentum degli earnings europei sia debole e che le valorizzazioni si attestino ai massimi.

Sul fronte macroeconomico, così come anticipato dall’inizio dell’anno, più ci si avvicina alla conclusione del QE della Fed (a ottobre) più appare probabile che i tassi a lungo termine USA aumentino, che si assista al tanto atteso apprezzamento del dollaro rispetto all’Euro e che la volatilità sui mercati obbligazionari periferici dell’Eurozona registri un temporaneo rialzo. Di conseguenza, nel breve termine, i mercati potrebbero vivere un periodo d’incertezza sull’obbligazionario USA con una maggiore volatilità sul breve termine.

Con riferimento al quadro di crescita globale, riteniamo che ripresa globale sia ben avviata, nonostante la fase di debolezza di inizio anno. La crescita del PIL USA del Q2 ha sorpreso al rialzo. Tenuto conto delle condizioni finanziarie relativamente accomodanti, per il secondo semestre dell’anno, stimiamo che la crescita americana dovrebbe attestarsi al 3% su base annua, un livello superiore al potenziale di lungo termine. Inoltre, si stanno registrando dati incoraggianti nei mercati emergenti, dove gli indici PMI stanno cominciando a stabilizzarsi in un certo numero di paesi, dopo diversi mesi di ribasso. Infine, il Q3 sembra avviarsi su buone basi anche nell’Eurozona.

I segnali di un miglioramento ciclo dell’economia mondiale determinano un maggior nervosismo dei mercati che si interrogano sulle reazione della politica monetaria. Per esempio, il dato positivo sul PIL USA Q2 ha alimentato i timori di un irrigidimento della politica della Fed. L’EUR/USD è sceso ulteriormente sotto la soglia dell’1,34, un livello mai raggiunto quest’anno, e gli spread sovrani hanno registrato un rialzo nell’Eurozona. La Fed dovrà restare prudente ed evitare di comunicare un rialzo dei tassi repentino, ma, con l’avvicinarsi della conclusione del QE, sarà sempre più difficile per l’Istituto, gestire le attese del mercato.

Finora, la curva dei rendimenti USA a breve termine ha registrato un significativo rialzo ma  quella a lungo termine è stata ben ancorata attorno al 2,5% nel Q2. Eppure, giovedì scorso, i rendimenti USA a 10 anni sono aumentati di 10bp in un paio d’ore a seguito della pubblicazione del forte rimbalzo del PIL americano. Tenuto conto della nostra view positiva, per i prossimi mesi, sulle prospettive macroeconomiche globali, ci dovrebbero essere ulteriori pressioni al rialzo sui rendimenti USA a lungo termine (obiettivo Exane BNP Paribas: superiore al 3% entro la fine dell’anno).

La visibilità è maggiore sui mercati valutari. Come atteso, le valute dei paesi emergenti ad elevato rendimento, come il Real brasiliano, hanno chiaramente sovraperformato da inizio anno. In un contesto di vera “caccia al rendimento”, è probabile che il significativo aumento dello spread tra i tassi reali a 2 anni tra USA-Eurozona spinga l’Euro ad un ulteriore deprezzamento nei confronti del Dollaro. Infatti, con riferimento all’azione della BoE, che è stata la prima banca centrale a inviare segnali di una politica hawkish, la sterlina ha continuato a rafforzarsi con mercati che scontavano il decoupling della politica monetaria tra la BoE e la BCE/FED.

Nel complesso, riteniamo che l’economia globale stia crescendo ad un ritmo ragionevole e che ci sarà ancora molta liquidità, su scala globale, nel secondo semestre. Di conseguenza, non nutriamo timori sulle prospettive della crescita globale attesa per i prossimi 12 mesi. Inoltre, potrebbero registrarsi taluni miglioramenti in talune zone come l’Italia, dove l’ultima indagine BCE evidenzia che, nei prossimi trimestri, gli investimenti delle imprese potrebbe essere migliori del previsto. Tuttavia alcune banche centrali, come la BoE e la Fed, stanno valutando seriamente la possibilità di un inasprimento della propria politica monetaria, dopo anni di tassi di interesse estremamente bassi. Tali decisioni potrebbero causare un aumento della volatilità nei prossimi mesi.

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