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Alla Grecia servirebbero altri 100 miliardi. Banche in calo sui listini d’Europa

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Circa 100 miliardi di euro per sostenere la Grecia. A tanto ammonterebbe, secondo quanto anticipato da Der Spiegel, il nuovo pacchetto di aiuti per Atene, ben oltre i 60-70 miliardi stimati nei giorni scorsi. La conferma arriverà nelle prossime settimane. La riunione dell’Eurogruppo e del Consiglio europeo, in agenda rispettivamente il prossimo 20 e 24 giugno, rappresentano la scadenza per finalizzare l’accordo. Ai primi di luglio invece dovrebbe essere finanziata la quinta tranche da 12 miliardi di euro del pacchetto di aiuti da 110 miliardi concesso poco più di un anno fa. 


Secondo quanto anticipato dal settimanale tedesco Der Spiegel, l’ulteriore sostegno alla Grecia ammonterà non più a 60-70 miliardi ma a 100 miliardi di euro. Nella cifra sarebbero stati inclusi anche i debiti di metà 2014. Nel dettaglio, Atene avrebbe necessità di rifinanziare il debito in scadenza nel 2012 pari a 26,7 miliardi, nel 2013 per 37,9 miliardi, mentre nel 2014 servirebbero altri 67,2 miliardi. Al salvataggio supplementare dovrebbero partecipare anche le banche creditrici con un rinnovo volontario dei titoli di Stato posseduti. 

“L’accordo prevederebbe di coinvolgere il settore privato, chiamato a trasformare bond in scadenza nei prossimi due anni in bond di durata 3-7 anni. L’obiettivo sarebbe ottenere che almeno 30 miliardi o il 50% dei bond in scadenza accettino l’offerta – commenta oggi Equita – Di questi 30 miliardi circa 15
sarebbero delle banche greche”. Per quanto riguarda i bond greci detenuti nel portafoglio degli istituti italiani, la sim milanese calcola che “Generali ha 3 miliardi lordi a 0,5 miliardi netti di obbligazioni elleniche, Intesa Sanpaolo 0,79 miliardi e Unicredit 0,7 miliardi”.


Le nuove risorse in arrivo dovranno comunque essere sostenute da più forti misure di risanamento nel Paese ellenico, stimate a circa 80 miliardi di euro. Al piano di privatizzazione da 50 miliardi di euro, si affiancheranno infatti economie per 6,8 miliardi nel 2011 e 22 miliardi entro il 2015. Tra queste, nuovi tagli salariali ai dipendenti pubblici, aumento delle imposte immobiliari e accorpamento degli uffici pubblici con conseguenti licenziamenti. Misure non gradite dai lavoratori. I rappresentanti sindacali hanno invitato i propri iscritti a opporsi al piano di austerità elaborato dal governo, organizzando uno sciopero generale per il prossimo 15 giugno.


“Il via libera finale arriverà solo dopo aver discusso sulle modalità di finanziamento”, precisano da Ing, secondo cui il nuovo pacchetto di aiuti si baserà su tre pilastri: il primo riguarderà un piano di austerità di medio termine, con nuove tasse e tagli, a cui si aggiungerà un ambizioso piano di privatizzazioni, che sarà sottoposto all’approvazione del Parlamento greco nei prossimi giorni. Gli altri due pilastri riguarderanno invece l’ammontare delle nuove risorse finanziarie in arrivo da Unione europea e Fondo monetario internazionale e le modalità di coinvolgimento delle banche creditrici. Argomenti che verranno discussi nelle prossime settimane. 


Intanto, l’attesa tranche da 12 miliardi di euro dovrebbe arrivare nei primi giorni di luglio. La troika, i rappresentanti della Commissione europea, del Fondo monetario internazionale e della Banca centrale europea, hanno confermato nei giorni scorsi il via libera al finanziamento. La preoccupazione sui risvolti futuri del caso Grecia e sulla ripresa dell’economia pesano sugli scambi di oggi. A Londra il Ftse scivola dello 0,42%, mentre il Dax di Francoforte perde oltre lo 0,50%. Più debole il francese Cac40, in calo dello 0,78%, mentre Piazza Affari cede quasi 1 punto percentuale, per la sua esposizione al settore bancario. Sono infatti le banche le peggiori azioni in Europa. Lo STOXX Europe 600 Banks è il peggiore indice settoriale di questa mattina mostrando un calo dell’1,16%.