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Alla Cina serve riformare il mercato dei bond e il regime dei depositi bancari (SocGen)

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Si terrà il prossimo 6/7 gennaio la riunione dei vertici finanziari della Cina, che dovranno decidere sugli obbiettivi quinquennali da conseguire nel Paese, indispensabili per creare le condizioni di evitare il cosiddetto hard landing dell’economia cinese. I rischi del sistema finanziario cinese, secondo Société Générale, sono molteplici: il deterioramento del valore del credito, dovuto ad una crescita troppo rapida che ora si sta sgonfiando; lo “shadow banking”; l’esposizione ad asset non riportati in bilancio; l’inversione di tendenza nel settore immobiliare. Secondo l’istituto francese, Il sistema finanziario cinese ha bisogno di riforme volte a ristrutturare il sistema regolatorio, per mettere sotto controllo il sistema degli enti locali e lo shadow banking, ma nel contempo a rispondere a un bisogno di liberalizzazione che si è rivelato proprio nella presenza di sistemi di finanziamento alternativi alle banche. Tra le misure che probabilmente verranno prese, secondo SocGen, la regolazione del mercato dei bond, ora supervisionata da ben cinque enti spesso discordanti tra loro, e la liberalizzazione dei tassi d’interesse, rimuivendo i tetti massimi e minimi di deposito e creando un sistema di assicurazione dei depositi contro la bancarotta.