Alitalia volerà blindata per 5 anni

Inviato da Marco Barlassina il Gio, 28/08/2008 - 09:18

I 16 azionisti della nuova Alitalia dovranno rispettare un lock-up di cinque anni. Non potranno cioè cedere le loro partecipazioni prima del 2013 garantendo quindi un assetto azionario stabile. Lo riporta oggi la stampa quotidiana, citando alcuni passi del piano di rilancio della società preparato da Intesa Sanpaolo. Non ci sarà dunque la vendita dopo un anno a un operatore straniero come ipotizzato ieri da Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera.

La blindatura non dovrebbe tuttavia tradursi in una mancanza di garanzie per i nuovi azionisti, che attraverso il commissariamento della vecchia compagnia, si troverebbero al riparo dalle rivalse di creditori, fornitori, obbligazionisti e vecchi azionisti. Tra questi anche quei piccoli risparmiatori che il ministro Tremonti ha generalmente rassicurato ieri senza peraltro fornire dettagli sulle sorti dei possessori di titoli Alitalia.

Prima della scadenza del lock-up Alitalia dovrebbe comunque tornare all'utile, secondo il piano entro il 2011. Ma attraverso quali mosse? Il piano prevede un buon numero di elementi in grado di generare una forte discontinuità con il passato: modello a basi o multipolare (Milano, Roma, Napoli, Catania, Torino e Venezia, con Linate dove rimarrebbero solo i voli da e per Roma), focus sulle destinazioni a medio raggio e sulla leadership nel mercato domestico, diminuzione del numero e dell'età media dei velivoli, aumento delle ore di volo per ridurre i costi delle strutture centrali, accordo di partnership con una compagnia internazionale che potrebbe anche essere rafforzato nel tempo.

Su quest'ultimo punto si registrano nel frattempo le indiscrezioni riportate da Il Messaggero, secondo cui la spedizione dell'esecutivo italiano presso i vertici di Air France sarebbe rientrata con un importante risultato tra le mani. Già oggi, Corrado Passera potrebbe riferire sugli abboccamenti al consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, chiamato ad approvare la semestrale e a decidere su un investimento stimato di circa 150 milioni di euro.

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