Alitalia: via Ragnetti, deleghe a Colaninno. Nel 2012 rosso di 280 milioni di euro

Inviato da Flavia Scarano il Mar, 26/02/2013 - 09:37

Andrea Ragnetti si è dimesso da amministratore delegato di Alitalia. Al suo posto il Cda ha attribuito le deleghe ad interim al presidente della compagnia aerea, Roberto Colaninno, almeno fino a quando il board non nominerà il nuovo Ad. Colaninno sarà coadiuvato dai due vice presidenti Elio Catania e Salvatore Mancuso e curerà il processo di ricerca del nuovo amministratore delegato.

Ragnetti quindi che ha firmato il suo ultimo progetto di bilancio di Alitalia che ha chiuso il 2012 con una perdita netta pari a 280 milioni di euro dal rosso di 69 milioni registrato un anno prima. Tra gli oneri straordinari, ha sottolineato la compagnia, ci sono circa 91 milioni dovuti a svalutazioni, manutenzioni e vendite di aerei, nell'ambito del rinnovamento della flotta conclusosi a dicembre 2012. I ricavi sono aumentati del 3,3% a 3.594 milioni di euro rispetto al 2011 mentre il risultato operativo (Ebit) è stato pari a -119 milioni dai -6 milioni del 2011. Il quarto trimestre si è chiuso con 5 milioni e 245 mila passeggeri trasportati, ricavi pari a 690 milioni e un risultato operativo in pareggio.

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre è risultato pari a 1.028 milioni, in aumento di 175 milioni rispetto ai 854 milioni di fine 2011 con una quota per l'indebitamento sulla flotta di aerei di proprietà pari a 612 milioni (675 milioni nel 2011).

L'anno scorso la società ha trasportato 24.275.604 milioni di passeggeri, un risultato leggermente inferiore a quello del 2011, ha commentato il gruppo, e va inquadrato in un contesto generalizzato di razionalizzazione della capacità sul mercato, in cui anche il Gruppo Alitalia, per far fronte al forte calo della domanda dovuto alla crisi economico-finanziaria, ha intrapreso azioni di ottimizzazione della propria capacità riducendo complessivamente del 2,6% la propria offerta.

Il 2012, ha ricordato Alitalia, è stato uno degli anni peggiori che il settore del traffico aereo europeo ricordi, caratterizzato dalla crisi finanziaria che ha investito l'Eurozona e, in particolare, i Paesi del Bacino del Mediterraneo tra cui l'Italia, area sulla quale la recessione si sta dimostrando ancora più profonda e lunga del temuto, provocando una sensibile contrazione della domanda.

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