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Alitalia, sindacati e governo cercano di rimettere in piedi il tavolo delle trattative

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Alitalia continua nel suo lento inabissarsi e nel frattempo attorno a lei aumentano confusione, interventi, dichiarazioni. Dopo aver osteggiato il piano presentato da Air France Klm, fino ad avanzare una controproposta che ha provocato le rottura delle trattative, i sindacati si dichiarano ora disposti a sedersi nuovamente attorno a un tavolo. Lo ha fatto sapere il segretario della Filt-Cgil, Fabrizio Solari: “Siamo disponibili a trattare con tutti, anche con Air France”.
Sulla base, naturalmente, della proposta sindacale già rifiutata dal numero uno del colosso franco-olandese, Jean Cyril Spinetta, il quale si è detto rammaricato per la rottura “indipendente da noi” e per l’affossamento di un progetto che avrebbe permesso “di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia”.
Proposta sindacale che vuole essere un punto di partenza ma che richiederebbe comunque ad Air France-Klm ulteriori sforzi difficili da giustificare davanti agli azionisti. Il titolo della compagnia franco-olandese ha terminato le contrattazioni ieri con un rialzo di oltre 2 punti percentuali, dopo aver toccato picchi del 6% alla diffusione della notizia della rottura delle trattative. Sospeso dalle contrattazioni, invece, il titolo Alitalia, fino all’8 aprile prossimo quando il consiglio di amministrazione avrà il quadro completo della situazione finanziaria della compagnia stilato dall’advisor. Un cda straordinario della compagnia di bandiera è previsto anche oggi dopo l’abbandono di Maurizio Prato e la nomina a presidente di Aristide Police.
Dietro le quinte continuano intanto ad agitarsi i fantasmi della cordata italiana con Orlando Corradi, presidente e amministratore delegato di Mondo Tv che ha fatto sapere di essere disponibile a mettere sul piatto un massimo di due milioni di euro. Potrebbe tornare in campo anche Lufthansa, ma solo dopo le elezioni e dopo un chiarimento dello scenario politico italiano. 
Ad aggiungere sale sulle ferite del gruppo tricolore, il netto calo delle prenotazioni in vista della stagione estiva, dimezzatesi secondo le rilevazioni dei tour operator per i timori sulla capacità della compagnia di continuare a volare. E’ l’ulteriore testimonianza di quanto poche siano in questo momento le speranze per Alitalia, come sancito dagli analisti di Deutsche Bank che hanno proceduto al taglio del target price del titolo della compagnia di bandiera da 0,46 a 0,01 euro con raccomandazione confermata a sell. Il commissariamento sarebbe, in questo momento, la soluzione più probabile per la compagnia della Magliana. Vede pochi spazi e un inevitabile accelerazione del deteriorarsi della situazione della compagnia anche diogenis Papiomytis, esperto di aziazione civile di Frost & Sullivan: “Sul futuro di Alitalia, già incerto, incombe ora lo spettro della bancarotta.  L’alternativa sarebbe che AirOne o un nuovo investitore si facciano avanti con un piano di ristrutturazione e un’offerta una volta che le elezioni avranno dato all’Italia un nuovo ministro dell’Economia. Tuttavia – prosegue l’esperto – rimane il dubbio che qualunque investitore possa finanziare l’acquisizione di Alitalia tramite indebitamento. Nel frattempo il debito di breve termine di Alitalia non farà che creare ulteriori problemi e rendere la situazione ancora peggiore”.