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Alitalia: rosso di quasi 300 milioni nel primo semestre, in arrivo mini-ricapitalizzazione da 100 milioni

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Rosso di quasi 300 milioni in sei mesi. È quanto emerge dalla semestrale di Alitalia, approvata oggi dal Consiglio di amministrazione della compagnia. Il vettore ha chiuso i primi sei mesi con una perdita di 294 milioni di euro, in crescita di quasi 100 milioni rispetto ai -201 milioni del pari periodo 2012. Sul risultato netto, precisa la società, hanno pesato 50 milioni di accantonamenti straordinari “di cui 47 milioni legati al contenzioso fiscale sulle società irlandesi facenti capo all’ex Gruppo Air One”.

Il fatturato si attesta a 1,621 miliardi, il 4% in meno rispetto a un anno prima, mentre l’Ebit fa segnare una perdita di 198 milioni di euro (dai -169 milioni precedenti). “Tale Ebit comprende componenti straordinarie positive per 39 milioni, in netta diminuzione rispetto a quelle dell’anno precedente che erano  pari a 87 milioni”. Al netto delle partite non ricorrenti, il dato si attesta a -237 milioni, in miglioramento di 18 milioni rispetto al 30 giugno 2012 (-255 milioni).

In calo l’indebitamento finanziario netto gestionale che a fine giugno risulta pari a -946 milioni (inclusi 95 milioni del finanziamento soci) contro i 1.023 milioni di fine marzo. Al termine del primo semestre, la disponibilità liquida totale gestionale del vettore risulta pari a 128 milioni di euro.

Mini-ricapitalizzazione da 100 milioni
“Il Consiglio ha approvato di sottoporre ai soci e al sistema bancario la manovra finalizzata al finanziamento del fabbisogno indicato dal piano industriale approvato nello scorso luglio”. L’assemblea della società, convocata per il prossimo 14 ottobre, sarà chiamata “ad approvare un aumento di capitale non inferiore a 100 milioni e a completare la sottoscrizione del prestito obbligazionario convertibile per 55 milioni di euro”. 
L’aumento di capitale da 100 milioni di euro rappresenta una piccola boccata d’ossigeno rispetto ai 300-500 milioni necessari secondo gli analisti al gruppo tricolore. Una boccata d’ossigeno utile per andare avanti e prender tempo. C’è chi dice che vista l’inevitabilità della fusione con Air France-Klm si punta a non svendere e ad avvicinarsi all’operazione senza contraccolpi. La cosa certa è che tra i “patrioti” di berlusconiana memoria c’è aria di disimpegno e la mancata partecipazione al processo di ricapitalizzazione della compagnia potrebbe spianare la strada ai soci franco-olandesi.

La prossima riunione del Cda è stata convocata per il 3 ottobre.