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Alitalia recupera posizioni dopo il tonfo di ieri

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Ieri si è conclusa un’altra giornata nera per Alitalia e non tanto per lo sciopero indetto proprio per la giornata di ieri, dalle ore 12.00 alle ore 16.00, dal sindacato Fta-Cisal, che non ha comunque comportato quasi nessuna cancellazione di voli, quanto piuttosto per il nuovo crollo in Borsa del titolo. Ieri a Piazza Affari infatti l’azione della compagnia di bandiera italiana si è lasciata alle spalle un altro 3,43% sul terreno, scivolando a 0,7880 euro.


A pesare sull’andamento del titolo Alitalia sono stati soprattutto i timori, poi smentiti, di un ritiro dalla gara per la privatizzazione anche di Aeroflot (in cordata con l’italiana Unicredit e “contro” l’altra cordata composta dalla AirOne di Carlo Toto e da Intesa SanPaolo). L’amministratore delegato di Aeroflot, Valery Okulov, ha infatti fatto sapere che il gruppo da lui rappresentato prosegue nella gara. Non solo, ma, rispondendo a una domanda, non ha escluso che possa addirittura essere coinvolta nell’operazione l’alleata Air France. Del resto, l’uscita di Aeroflot non avrebbe stupito più di tanto. Basti pensare che il 29 maggio il consorzio italo-americano formato dal fondo fondo Texas Pacific Group (Tpg), da Matlin Patterson e dall’italiana Mediobanca si era chiamato fuori dalla partita per la privatizzazione del vettore italiano, nonostanche che fosse stato ammesso all’ultima fase, ovvero quella sancita dalle cosiddette offerte vincolanti.

A penalizzare l’andamento del titolo Alitalia sulla Piazza milanese sono state anche le voci, rilanciate ripetutamente dalla stampa negli ultimi giorni, di una possibile bocciatura del bilancio da parte dei revisori di Deloitte & Touche. A riguardo, quest’ultima, tramite una nota, ha fatto sapere che ancora nulla è stato deciso poiché “l’attività di revisione contabile sui predetti bilanci è alla data odierna ancora in corso e, conseguentemente, nessuna conclusione è ancora stata raggiunta in merito al contenuto del giudizio che dovrà essere formulato – nel rispetto dei termini di legge  e pertanto entro l’11 giugno 2007 – all’esito della revisione stessa”.


Da ricordare poi che non giova al successo della privatizzazione la fusione, recentemente annunciata, tra le due banche, Unicredit e Capitalia. Infatti, mentre l’istituto capitolino ha sostenuto per anni AirOne, oggi la compagnia di Toto ha come partner i “rivali” di Unicredit Capitalia, Intesa SanPaolo. Infine, resta alta la tensione sul fronte delle trattative con gli assistenti di volo. L’incontro di questa mattina tra governo e sindacati è slittato a domani.


Intanto, questa mattina l’azione della società di Via della Magliana in Borsa sembra intenzionata a recuperare qualche posizione: dopo qualche minuto dall’inizio delle contrattazioni guadagna l’1,46%, attestandosi a 0,7985 euro.