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Alitalia: raggiunto pre-accordo dopo trattative fiume. Ora parola ai lavoratori con il referendum

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Si apre qualche spiraglio di speranza per il futuro di Alitalia.  Dopo una trattativa fiume, iniziata al Mise ieri mattina alle 9.30 e conclusa la scorsa notte alle 3.30, i vertici della compagnia aerea, i sindacati, e le associazioni professionali di categoria hanno firmato “un verbale di confronto” dinanzi ai rappresentanti del governo.

Si tratta di un pre-accordo che dovrà essere a questo punto votato dai lavoratori con un referendum. Se ci sarà il via libera, si arriverà alla definizione di un accordo “coerente con il verbale”.

L’intesa è stata trovata sulla riduzione degli esuberi del personale di terra a tempo indeterminato, che ora andranno a colpire 980 lavoratori, rispetto al taglio precedentemente previsto di 1.338 unità; ridotta anche la portata del taglio agli stipendi, che sarà dell’8%, e non più del 20-30% come proposto dalla compagnia.

Riguardo al taglio degli esuberi, la riduzione avverrà attraverso alcune misure come: superamento del progetto di esternalizzazione nelle aree di manutenzione e altre aree; ricorso alla cigs entro maggio 2017 per due anni; attivazione di riqualificazione e formazione; misure di incentivazione all’esodo; miglioramento della produttività ed efficienza con rinvio in azienda entro maggio 2017 per la definizione.

Sul personale navigante, sono previsti: scatti di anzianità triennali con primo scatto nel 2020; tetto all’incremento retributivo in caso di promozione pari al 25%; per i neo assunti applicazione del contratto Cityliner; riduzione dei riposi annuali da 120 a 108; esodi incentivati dei piloti e assistenti di volo; prosecuzione della solidarieta’ fino al la scadenza prevista per legge, 24 settembre 2018.

Nel verbale si fa notare che “l’azienda attraversa una crisi economico-finanziaria, che un gruppo di azionisti e finanziatori propone una ripatrimonializzazione dell’azienda per circa 2 miliardi di cui 900 come nuova finanza, che il cda ha approvato un piano che prevede la crescita dei ricavi e una significativa riduzione dei costi di cui circa un terzo riferito al costo del lavoro, che l’immissione di risorse finanziarie è propedeutica al rilancio della società”

A questo punto, la parola spetterà ai lavoratori. Fiducia dalle parti interessate che, con le tensioni degli ultimi giorni, non erano riuscite a trovare una posizione comune.

Soddisfazione da parte del numero uno di Alitalia, l’amministratore delegato Cramer Ball, al termine del cda convocato dopo il pre-accordo raggiunto nella notte. Ball afferma di essere soddisfatto anche per il rispetto della deadline”.

Parole confortanti anche dal presidente designato Luigi Gubitosi, al termine del cda.

“E’ stato fatto un grosso passo avanti. Non abbiamo ottenuto tutto ciò che volevamo ma l’importante è che siamo soddisfatti”. 

Per il presidente di Alitalia Luigi Gubitosi, “l’aspetto più positivo è che, nell’ipotesi che venga approvato il referendum, abbiamo sbloccato il finanziamento”. E proprio su quello che potrebbe essere l’esito del referendum, Gubitosi ha ammesso:

“Sono fiducioso perché è nel miglior interesse di tutti. Sblocca l’accordo, che a sua volta sblocca la ricapitalizzazione. Si tratta di 2 miliardi di cui 900 milioni di nuova cassa. E ciò è importante perché ci servirà per cercare di riportare l’azienda da una situazione molto negativa, dopo un pessimo 2016 e anche la prima parte del 2017, ad invertire la rotta. Il servizio ora sta andando molto bene e abbiamo un buon aprile, perché i voli sono pieni”.

Un ringraziamento arriva dal premier Paolo Gentiloni:

“Ringrazio tutti per questo sforzo certamente non facile di arrivare a un punto di incontro che mi auguro venga confermato dai lavoratori e voglio rivendicare l’impegno del governo che in questi mesi è stato, vi assicuro, incessante: Alitalia è un’azienda privata, ma il governo non ha rispamiato gli sforzi per ottenere un piano industriale condiviso e mi auguro confermato nel referendum”. 

Per il presidente di Alitalia Luigi Gubitosi, “l’aspetto più positivo è che, nell’ipotesi che venga approvato il referendum, abbiamo sbloccato il finanziamento”.

E proprio su quello che potrebbe essere l’esito del referendum, Gubitosi ha ammesso:

“Sono fiducioso perché è nel miglior interesse di tutti. Sblocca l’accordo, che a sua volta sblocca la ricapitalizzazione. Si tratta di 2 miliardi di cui 900 milioni di nuova cassa. E ciò è importante perché ci servirà per cercare di riportare l’azienda da una situazione molto negativa, dopo un pessimo 2016 e anche la prima parte del 2017, ad invertire la rotta. Il servizio ora sta andando molto bene e abbiamo un buon aprile, perché i voli sono pieni”.