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Alitalia, non sono in corso contatti di altissimo livello con Air France

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In attesa che il consiglio di amministrazione dia il via libera, quest’oggi, ai conti semestrali, proseguono gli incontri tra Alitalia e i sindacati per la definizione delle linee del piano industriale e della cura messa a punto dal neo amministratore delegato, Maurizio Prato. Il quale, tuttavia, dopo le incomprensioni di settimana scorsa, ha preferito non prendere parte al dialogo. Al suo posto il coordinatore, Giancarlo Schisano, e il responsabile delle risorse umane, Massimo Cestaro. Dall’incontro, stando a quanto riferito dall’Anpac, è emersa la conferma dell’inpoverimento dell’aeroporto di Milano Malpensa, con il trasferimento a Roma Fiumicino di 14 dei 17 voli intercontinentali giornalieri più la cancellazione di 150 voli di alimentazione dell’hub. Pare però che la compagnia di bandiera italiana abbia intenzione di mantenere invariato il numero di ore volate attraverso una rimodulazione del network delle rotte.


L’attenzione sulla società di via della Magliana resta alta anche per il nodo della vendita: questa mattina erano circolate indiscrezioni circa contatti in corso “di altissimo livello” con Air France, che avrebbe confermato il proprio interesse nei confronti di Alitalia poiché sono cambiate le condizioni rispetto alla gara precedente conclusasi con un “nulla di fatto”. La compagnia di bandiera ha smentito prontamente tali rumor precisando tramite una nota che tra le due società “esistono, dal 2001, rapporti di partnership bilaterali e nel quadro dell’alleanza SkyTeam che comportano incontri regolari tra i due management”.

La questione Alitalia non smette di alimentare il dibattito anche in sede politica. Se da una parte il leghista Roberto Castelli ha annunciato una mozione della Lega Nord al Senato in cui si chiede di respingere il nuovo piano industriale ritenuto dannoso per Malpensa, per il Nord e per la stessa Alitalia, dall’altra il sindaco di Roma e “quasi” numero uno del nascente Partito democratico, Walter Veltroni, si è detto personalmente convinto che “l’Italia possa reggere due hub”. “Ma non voglio essere io a dirlo, non è il mio mestiere”, ha aggiunto il primo cittadino della Capitale.


Intanto a Piazza Affari il titolo del vettore nostrano lascia a terra lo 0,74%, stazionando a quota 0,7955 euro per azione.