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Alitalia, mentre i conti precipitano oggi si saprà il nome dei papabili

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E’ arrivato il giorno fatidico: questa sera, alle 18.00, finalmente si conoscerà il nome dei possibili acquirenti di Alitalia, o meglio, delle cordate in lizza per aggiudicarsi la quota compresa tra un minimo del 30,1% e un massimo del 49,9%, messa in palio dal Tesoro. Oggi i pretendenti – che secondo indiscrezioni al momento dovrebbero essere tre – invieranno all’advisor Merrill Lynch le proprie manifestazioni di interesse. Questa sera non si saprà ancora il prezzo di acquisto, ma solamente la quota precisa di cui ci si vuole impossessare e i mezzi finanziari che si utilizzeranno per mettere in atto l’operazione. Ciò che sembra quasi sicuro è che giungeranno sul tavolo degli esperti di Merrill Lynch le offerte di Air One-Intesa e del fondo statunitense Texas Pacific Group (Tpg). Si dovrebbe invece sapere in giornata, magari nel pomeriggio, se il fondo Management e Capitali di Carlo De Benedetti, al cui interno si annoverano anche soci come Diego Della Valle e Nerio Alessandri, sarà della partita, ma secondo le ultimissime indiscrezioni sembrerebbe di sì. Infine, sta alla finestra il finanziere Paolo Alazraki, amministratore unico della società immobiliare Real Dreams Italy, spaventato da una possibile offerta da parte di Lufthansa.


E mentre continuano a inseguirsi le voci sui nomi dei possibili acquirenti, Alitalia, in ottemperanza alle stringenti richieste della Consob, ha alzato il velo sui conti finanziari che, ancora una volta, tratteggiano un quadro piuttosto drammatico e allarmante, che lascia presagire che l’acquirente dovrà rimboccarsi le maniche per rimettere in sesto la compagnia di bandiera italiana. La società di Via della Magliana, tramite una nota stampa, ha fatto sapere che, relativamente alla previsione del risultato 2006, la perdita di esercizio dovrebbe attestarsi sui 380 milioni di euro. I risultati del gruppo Alitalia al 30 novembre 2006 hanno evidenziato un risultato operativo negativo pari a circa 197 milioni e ricavi consolidati pari a 4.328 milioni di euro, a fronte di costi per carburante pari a 940 milioni e costi del lavoro nell’ordine 698 milioni. Alla luce dei risultati, pur confermando gli assunti strategici di fondo del piano industriale 2005-2008 nonché il fatto che le performance del 2006 rappresentino comunque un “avanzamento verso gli obiettivi dello stesso”, il concorso delle circostanze sopra illustrate ha reso il piano 2005-2008 “superato nei suoi target e, pertanto, non attuabile”. In peggioramento anche la posizione finanziaria netta del gruppo, che al 31 dicembre 2006 faceva registrare un indebitamento pari a 1.026 milioni di euro, con un incremento di 62 milioni (+6,4%) rispetto all’analoga situazione al 30 novembre 2006, pari a 964 milioni (informazioni gestionali).