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Alitalia, martedì nero nei cieli. Domani il bilancio 2006

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Sarà un martedì nero oggi per Alitalia, in attesa di tempi migliori. Dalle 10 fino alle 18 sciopereranno gli assistenti di volo della compagnia di bandiera e gli uomini radar dell’Enav e saranno quasi 400 i voli cancellati. “Un disastro economico per Alitalia” ha commentato il direttore della produzione del vettore, Giancarlo Schisano, secondo il quale le agitazioni che si sono susseguite nelle ultime settimane, mediante rigida applicazione delle normative da parte del personale di cabina, avrebbero provocato la cancellazione di 40 voli sugli 800 totali effettuati dalla compagnia ogni giorno.


Intanto la situazione torna ad aggrovigliarsi anche per quanto riguarda la gara per la privatizzazione di Alitalia, dopo l’annuncio della fusione tra Unicredit e Capitalia. La prima è alleata con i russi di Aeroflot e controlla una quota dell’8,6% di Mediobanca, parte della cordata dei fondi americani Tpg e Mattlin Patterson. La quota di Piazza Cordusio in Mediobanca potrebbe però salire al 18% dopo l’unione con Capitalia, pur essendo stato annunciato la cessione di metà di questo pacchetto azionario, portando così Unicredit a diventare l’azionista dominante di Mediobanca stessa.
Non solo, anche la terza cordata potrebbe portare al suo interno le insegne della banca guidata da Alessandro Profumo. Carlo Toto e la sua Ap Holding (AirOne), sostenuti da Intesa-Sanpaolo, necessitano infatti di maggiori capitali per sostenere l’iniziativa per la privatizzazione del vettore. Questi potrebbero arrivare dal Montepaschi o dalla stessa Capitalia, presso la quale si è recato in visita venerdì scorso il patron di AirOne. 

Un puzzle difficile da comporre dunque e con molti pezzi doppi. Anche perché non è esclusa un alleanza tra le stesse cordate partecipanti alla gara. Uno dei requisiti principali richiesti dal Tesoro è quello dell’italianità, posseduto solo da AirOne-Intesa Sanpaolo, il che potrebbe rendere possibile un avvicinamento da parte degli altri competitor.
Proprio sui requisiti richiesti dal governo si è accesa la polemica. Ubm (Unicredit) e Aeroflot, secondo le indiscrezioni, avrebbero avanzato l’offerta più elevata (40 centesimi per azione) e non gradirebbero lo scarso peso che il prezzo sembra avere nelle considerazioni del ministro del Tesoro. Oltre ai 40 centesimi per azione la cordata Aeroflot-Unicredit avrebbe previsto 3,5 miliardi di investimenti nel piano di rilancio. 10 centesimi per azione sarebbe invece l’offerta di Ap Holding e Intesa Sanpaolo, con oltre 5 miliardi di impegno per il rilancio. Infine i fondi americani appoggiati da Mediobanca vorrebbero le azioni della compagnia a zero euro ma si impegnerebbero in una ricapitalizzazione pesante della società con 4 miliardi di ulteriori risorse per il rilancio. A loro vantaggio la forte esperienze nei processi di turnaround e la recente vittoria nella gara per l’acquisizione di Iberia in cordata con British Airways, Vista Capital, Ibersuizas e Quercus.


Atteggiamenti che potrebbero anche cambiare nei prossimi giorni, quando verrà aperta ai contendenti la data room della compagnia (giovedì) all’indomani della presentazione dei conti 2006 che dovrebbero presentare un rosso ante-imposte di oltre 405 milioni di euro.