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Alitalia lavora per approvare nuovo piano entro luglio, partner ideale non esiste

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Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari – i tre commissari di Alitalia – hanno messo giù un’agenda fitta volta a sfornare entro luglio il nuovo piano e, sempre entro l’estate,  avere in mano delle offerte concrete. L’intento è individuare già in autunno il partner giusto che permetta il rilancio e eviti lo spettro del fallimento.

Il primo step sarà la pubblicazione del bando questo mese (17 maggio) che farà da apripista alle manifestazioni di interesse. Sempre questo mese, con ogni probabilità già nei prossimi giorni, dovrebbero essere ingaggiati uno o più advisor. I tre commissari di Alitalia puntano a raccogliere tutte le manifestazioni di interesse entro metà giugno, le offerte non vincolanti entro luglio e infine quelle vincolanti ad ottobre.

“Non c’è una soluzione o un partner ideale, il bando sarà ad ampio spettro”, ha rimarcato Luigi Gubitosi, spiegando che l’intento è pervenire a “un partner ideale per le condizioni date, in base al tipo di accordi che potremo fare e a chi potrà contribuire di più al rilancio di Alitalia”. Parole che fanno intendere come molto dipenderà dall’entità delle risorse che i soggetti interessati saranno disposti a stanziare per il rilancio della compagnia.

Arrivata prima tranche prestito ponte
La compagnia, in attesa del nuovo piano, opererà in continuità sulla base della strategia esistente. Operatività che sarà garantita nel frattempo dal prestito ponte garantito dalla Stato, la cui prima tranche di 220 milioni di euro è già arrivata nelle casse del gruppo. Lo studio dei nuovi piani da parte dei tre commissari durerà tra le quattro e le sei settimane, che lavoreranno a un nuovo piano da presentare in piena estate. “Un nuovo piano rielaborato che individui il posizionamento strategico, sarà un piano rinnovato e sarà fatto entro luglio. Entro l’estate saremo in grado di fare una prima valutazione complessiva”, ha rimarcato Stefano Paleari.
Intanto i commissari sono al lavoro per ridurre i costi, vagliando l’eventuale scioglimento dei contratti di fornitura e dei servizi, ma anche lavorando alla voce ricavi.