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Alitalia: già incassati 130 mln, resta il nodo Air France che valuta diluizione quota

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Air France valuta seriamente la possibilità di non scendere in pista per la ricapitalizzazione da 300 mln di euro di Alitalia. Il vettore franco-olandese starebbe infatti considerando di defilarsi e diluire così la propria quota in Alitalia, attualmente pari al 25% del capitale della compagnia di bandiera italiana. Le indiscrezioni riportate oggi dal quotidiano francese Les Echos rimarcando come la decisione dipende a doppio filo dall’impegno o meno da parte di Alitalia a varare un profondo piano di ristrutturazione. Non prendendo parte alla ricapitalizzazione da 300 milioni di euro, il vettore francese vedrebbe scendere la propria quota dal 25 all’11%.

Air France, che non ha voluto commentate queste ultime indiscrezioni, si è ancora espressa sulla partecipazione o meno all’aumento di capitale approvato la scorsa settimana dall’assemblea dei soci di Alitalia. La decisione sull’adesione o meno all’aumento dovrà essere presa entro il prossimo 16 novembre.

Dal 28 ottobre, alla fine del periodo di lock-up in base agli accordi del 2008, Air France-KLM perderà il suo diritto di approvazione e non sarà quindi più in grado di contrastare l’ingresso di altri investitori. Il quotidiano transalpino rimarca però che il gruppo franco-olandese continua a credere che tutti gli operatori stranieri potenzialmente interessati (Aeroflot, Etihad, Lufthansa e Air China) hanno gettato la spugna.

Per aumento arrivate già adesioni per 130 mln di euro
Intanto venerdì Alitalia ha reso noto che sono entrati nelle sue casse i primi 130 mln legati all’aumento da complessivi 300 mln varato a metà mese. Intesa Sanpaolo (circa 26 milioni di euro), Atlantia (circa 26 milioni di euro) e Immsi (circa 13 milioni di euro) venerdì hanno versato complessivamente 65 milioni di euro. Ulteriori 65 milioni di euro sono stati versati da Intesa Sanpaolo e Unicredit a valere sulla loro garanzia di 100 milioni di euro. Alitalia ha confermato inoltre di aver ricevuto da Poste Italiane la lettera di garanzia, subordinata all’approvazione dei propri organi deliberanti, per 75 milioni di euro a copertura dell’eventuale inoptato.
Ai soci che avranno sottoscritto tutte le nuove azioni di loro spettanza verrà concesso un ulteriore breve periodo di tempo, che verrà stabilito da un apposito Cda, per sottoscrivere eventuali azioni rimaste inoptate.