Alitalia: corsa contro il tempo per evitare commissariamento

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Meno di ventiquattr’ore di tempo per salvare Alitalia e scongiurare il commisariamento. C’è tempo fino a questa sera per trovare un’ intesa tra azienda e sindacati sul delicato nodo degli esuberi e dei tagli al costo del lavoro e rispettare l’ultimatum dettato dai soci della compagnia.

Una vera corsa contro il tempo per evitare il fallimento della compagnia aerea italiana che vede ora il Governo schierato in prima linea nell’orchestrare questa delicatissima fase delle trattative e ricucire lo strappo. Ieri sera il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ha incontrato i vertici della società. E secondo quanto si apprende dalla stampa, avrebbe esercitato tutta la pressione per raggiungere “una soluzione positiva”, anche se ieri le distanze tra le parti erano così forti da portare a uno stop momentaneo e a un rinvio nelle trattative.

“I lavoratori hanno già avanzato proposte. Ora Governo e Alitalia devono fare di più”, ha commentato via Twitter la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, mentre Annamaria Furlan, leader della Cisl, ha lanciato un appello: “in questo momento così difficile per le sorti di Alitalia serve responsabilità di tutti. In primis dall’azienda”. Intanto oggi presso il ministero tornano a susseguirsi una serie di incontri per trovare un’intesa dell’ultima ora. 

Il raggiungimento di un’intesa è fondamentale per rispettare l’ultimatum dei soci della compagnia (in particolare le banche azioniste e creditrici Intesa Sanpaolo e Unicredit) che continuano ad osservare con preoccupazione la situazione. E le difficioltà sul fronte finanziario rimangono elevate. Secondo quanto riportato oggi da “Il Messaggero“, l’isituto guidato da Jean Pierre Mustier, azionista di Alitalia con una quota pari al 12,99%, appare più lontano. “Si sarebbe irrigidita ulteriolmente la posizione di Unicredit a prendere parte pro quota al cuscinetto da utilizzare nel caso in cui, tra un anno, la compagnia avesse necessità di capitrale”, scrive il quotidiano romano. E sempre secondo quanto ripoprtato da “Il Messaggero” si starebbe facendo largo la possibilità di un intervento di Invitalia, l’agenzia nazionale di proprietà del ministero dell’Economia.