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Alitalia contro Alifrancia: verso un nuovo rinvio della decisione

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Che cosa deciderà oggi il consiglio di amministrazione di Alitalia? Sceglierà di trattare con Air France-Klm o di andare avanti nei contatti con l’Ap holding di Carlo Toto al cui fianco è schierata Intesa-Sanpaolo. Molto più probabilmente non sceglierà nulla, con buona pace dell’amministratore delegato “d’emergenza”, Maurizio Prato, intenzionato a stringere i tempi. Guidando una compagnia aerea che perde 1,5 milioni di euro al giorno è comprensibile che il numero uno dell’aerolinea tricolore voglia al più presto giungere alle decisioni importanti che decideranno del futuro di Alitalia. Quando c’è di mezzo la politica, tuttavia, difficilmente i tempi riescono ad accorciarsi e così oggi il cda potrebbe chiedere altro tempo per analizzare le due offerte concorrenti, anche alla luce delle precisazioni e delle modifiche effettuate dalla cordata italiana al suo piano.


Ap Holding, ovvero Air One, al cui fianco è saldamente schierata Intesa-Sanpaolo, crede nel rilancio di un’Alitalia che faccia perno su sei basi aeroportuali. Due preponderanti, Fiumicino e Malpensa, le altre cinque saranno Torino, Venezia, Napoli e Catania. Malpensa manterrà la sua dignità di scalo intercontinentale con 17 collegamenti per la gioia di Formigoni e del sistema industriale del Nord Italia, mentre voli diretti saranno previsti per “tutte le destinazioni domestiche e internazionali giustificate dal volume di traffico punto a punto”, ha spiegato Carlo Toto nella conferenza stampa convocata ieri. Il problema della posizione di dominanza sulla profittevole rotta Milano-Roma sarebbe risolto con una rinuncia fino al 20% della quota di mercato su tale collegamento, offerta che dovrà essere sottoposta all’accettazione dell’Antitrust e sotto la quale Air One non sembra disposta a scendere. Deficitaria, almeno rispetto a quanto messo sul piatto dai rivali di Air France, l’offerta agli azionisti Alitalia, 0,01 euro per azione, a fronte di una cifra da 4 a 5,3 miliardi di euro di investimenti per il rilancio. Esuberi confermati a 2.750 unità per Az Fly e 1.050 per Az Servizi. Tutto ciò dovrebbe portare, secondo le stime del piano, a un fatturato di 6,2 miliardi di euro nel 2012 con una crescita media del 3,5% annuo, sinergie da riduzione di costi e aumenti di efficienza per 900 milioni di euro e un obiettivo di utile nel 2010.

Pieno l’appoggio di Intesa Sanpaolo. “Rimarremo per tutto il tempo necessario a fare del nostro investimento un invetimento profittevole” ha dichiarato il numero uno Corrado Passera al cui fianco sono presenti anche Morgan Stanley, Goldman Sachs e Nomura. Uno schieramento di banche che garantirà un aumento di capitale per Ap holding da 500 milioni di euro. La nuova Alitalia dovrebbe avere un flottante di mercato del 35%-40%.


E’ proprio sulla parte finanziaria dell’offerta che più si soffermano i dubbi del primo ministro, Romano Prodi, e del ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa, sostenitori convinti dell’opzione francese. La squadra guidata da Jean Cyril Spinetta ha offerto 0,34 centesimi di euro per ogni azione Alitalia affiancata a un’offerta di ricapitalizzazione da 750 milioni di euro (contro i 1000 d air One). Solo in Az Fly sono previsti 1.600-1.700 esuberi mentre il sistema aeroportuale italiano vedrebbe Fiumicino in posizione nettamente dominante con la retrocessione dell’aeroporto di Malpensa. Un piano che non può naturalmente avere il sostegno del governatore della Regione Lombardia ma che non è neanche il preferito del ministro degli Esteri, Massimo D’Alema e del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Guarda a Oriente Francesco Rutelli mentre Walter Veltroni, il segretario del Partito Democratico rispolvera le “convergenze parallele” nella speranza che le proposte di Air France e Air One si possano incrociare.


Tante voci, una diversa dall’altra che difficilmente porteranno a una decisione anche perché incombe il rischio caos durante le festività natalizie per il minacciato sciopero selvaggio dei sindacati che richiedono una convocazione prima che sia fatta qualsiasi scelta. Protesta dalla quale si è dissociata l’Unione piloti mentre l’Anpac sembra andare in direzione di Air France.


In Borsa intanto Alitalia affonda. Tra vuoti d’aria e sobbalzi il titolo ha perso negli ultimi giorni quasi il 20% del suo valore e anche oggi che la navigazione appare più stabile Alitalia plana lentamente verso il basso con un calo del 2,40% nella prima fase di contrattazioni a Piazza Affari.