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Alitalia: Codacons, depositato oggi esposto alla Commissione europea

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E’ stato inviato oggi l’esposto del Codacons alla Commissione europea, nel quale l’associazione dei consumatori denuncia il coinvolgimento di Poste Italiane nella vicenda Alitalia come un illegittimo aiuto di stato. L’associazione nell’esposto manifesta “gravi preoccupazioni alla luce del possibile intervento di Poste Italiane nell’operazione Alitalia attraverso un esborso di 75 milioni di euro e l’acquisizione di una quota di Alitalia pari al 25%. Tale acquisizione azionaria non appare certamente come un affare per Poste dal momento che Alitalia, secondo il codice civile e le norme dell’Enac, dovrebbe dimostrare continuità aziendale e quindi prova di non essere insolvente o illiquida, pertanto tale intervento potrebbe configurarsi come un aiuto attraverso risorse statali sotto la veste di acquisto di titoli”.

“Infatti Poste Italiane è una società per azioni il cui assetto proprietario vede la partecipazione totalitaria del Ministero dell’economia e delle finanze e le attività di controllo contabile sono affidate a una Società di Revisione e soggette al controllo della Corte dei Conti sulla gestione del bilancio e del patrimonio”. Il Codacons inoltre sottolinea “come la decisione in merito all’intervento su Alitalia non sia stata decisa dal CdA di Poste Italiane, ma direttamente in ambienti politici, circostanza che potrebbe in futuro invalidare l’operazione”.

L’associazione ha dunque chiesto alla Commissione europea “di svolgere ogni opportuna indagine in considerazione a quanto sopra evidenziato, disponendo tutti i controlli del caso al fine di verificare, nella fattispecie, se lo stanziamento di risorse pubbliche a favore del Gruppo Alitalia da parte di Poste Italiane di proprietà del Ministero dell’Economia e delle Finanze sia avvenuto nel rispetto delle regole in materia di aiuti di Stato ex artt.107-108-109 trattato CE, al fine di garantire il funzionamento del mercato interno, per una migliore allocazione delle risorse pubbliche e ad una parità di trattamento delle imprese, siano esse pubbliche o private”.