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Alitalia, Codacons contro ingresso dello Stato: salvataggio già costato 358 euro a famiglia, neonati compresi

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Il Vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato oggi l’intenzione del Governo di far partecipare lo Stato e Fs alla nuova società Alitalia con quote anche superiori al 50%. “Non accetteremo che nemmeno un euro dei soldi della collettività sia utilizzato a fondo perduto per salvare Alitalia, e siamo pronti ad impugnare al Tar e alla Commissione Europea qualsiasi atto del Governo che vada in tale direzione” così il Presidente del Codacons Carlo Rienzi.
“Già l’ingresso delle Ferrovie nella compagnia aerea arrecherà un danno abnorme agli utenti, attraverso un azzeramento della concorrenza tra treni e aerei su numerose tratte, a partire dalla Roma-Milano, e un rincaro delle tariffe” ha affermato Rienzi. “Se lo Stato, attraverso il Tesoro, dovesse mettere altri soldi pubblici nella compagnia di bandiera, il conto per i cittadini diverrebbe astronomico – prosegue Rienzi – Ad oggi Alitalia è costata, tra salvataggi, prestiti e altri interventi pubblici, la bellezza di 8,6 miliardi di euro solo negli ultimi dieci anni, un conto pari a 358 euro a famiglia: è come se ogni singolo italiano, neonati compresi, avesse sborsato 143 euro di tasca propria per il salvataggio della compagnia aerea”. Infine l’associazione minaccia un ricorso al Tar e alla Commissione Ue per ottenerne l’annullamento dell’intervento pubblico per salvare Alitalia coi soldi degli italiani che, a detta del presidente Rienzi, diverrebbe un abuso illecito. “Diffidiamo pertanto il Governo a realizzare una dettagliata analisi costi-benefici sull’ingresso dello Stato nella compagnia prima di adottare qualsiasi decisione che possa risultare una tragedia per le case pubbliche” conclude.