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Alitalia: Air France, non siamo costretti a comprarla

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Dopo l’ennesimo tonfo messo a segno ieri da Alitalia (-29,43 a 0,276 euro)  a Piazza Affari , anche la partenza di oggi  non fa ben sperare. In avvio di contrattazioni le azioni della compagnia di bandiera non riescono a fare prezzo per eccesso di ribasso. Il mercato sembra bocciare le notizie giunte da Roma dopo il faccia a faccia tra Air France e i sindacati sull’offerta del gruppo franco-olandese per l’acquisizione di Alitalia. Un incontro che è stato aggiornato a data da destinarsi e che secondo indiscrezioni potrebbe riprendere sin da oggi. Un confronto che resta tutto in salita come dimostrano le dichirazioni di Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France che ha commentato: “Non siamo obbligati ad acquistarla”.


Continua dunque il braccio di ferro con i sindacati con i quali non è stato trovato il favore dei sindacati che avrebbero bocciato l’offerta. È infatti giunto un no quasi unanime da Cgil,Cisl, Uil, Ugl e Sdl, ma soprattutto dai piloti dell’Anpac. “Non sono un cinico – ha continuato – ma uno che vi dice la verità. Mi scuso se nell’ultimo periodo ho dovuto fare delle modifiche in corsa, ma il peggioramento della situazione le ha rese inevitabili”.

Uno dei nodi più spinosi rimane quello degli esuberi. Nel piano della compagnia aerea transalpina, che in gran parte segue le linee guidata tracciate dal numero uno del gruppo italiano, Maurizio Prato, sono in programma 1.600 tagli al personale tra piloti, assistenti di volo e personale di terra. Per quanto riguarda, invece, Az servizi gli esuberi ammonterebbero a 5.000.


Resta anche da risolvere la questione legata al maxi risarcimento avanzato dalla Sea, la società di gestione degli aeroporti di Malpensa e Linate. Sempre nella giornata di ieri quest’ultima ha risposto picche alla richiesta del Governo di ritirare la causa giudicandola “improponibile”. Sea potrebbe in parte tornare sui suoi passi, considerando anche un’ipotesi stragiudiziale se “le venisse riconosciuto il danno e se fossero poste le basi per un nuovo sviluppo di Malpensa”. Uno scontro portato avanti dopo che la Sea ha chiesto ad Alitalia un risarcimento superiore a un miliardo di euro per il taglio degli slot presso lo scalo lombardo. La risoluzione di questo contenzioso è il sine qua non dei francesi .


E mentre oggi potrebbe svolgersi il secondo round con i sindacati, dalle pagine del Corriere della Sera il ministro dell’Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, ha ribadito che “oltre alla vendita c’è soltanto la liquidazione”. Secondo Padoa-Schioppa sono tre le conclusioni possibili di questa partita per la vendita di Alitalia: l’esito positivo della trattativa, una nuova proposta o l’amministrazione straordinaria, “che non è altro un modo gentile per non volere pronunciare la parola fallimento”.