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Alert banche da mercato opzioni. La strategia di Schroders che non promette bene per l’Italia

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I trader stanno perdendo la fiducia nelle banche europee. E’ il titolo di un articolo di Bloomberg, che esamina la performance dei titoli bancari europei, prendendo in considerazione il trend del sottoindice di riferimento Stoxx 600 Banks Index.

Spinto dall’aspettative dei trader sul miglioramento dell’economia globale e anche degli utili, il sottoindice ha segnato un rally nei mesi scorsi testando a marzo il record in 15 mesi prima di soffrire, ad aprile, la seconda perdita peggiore tra tutti gli altri sottoindici dello Stoxx Europe 600.

Nello stesso arco temporale, l’indice che misura la volatilità implicita dei titoli bancari con scadenza a un mese ha segnato un forte balzo, con le opzioni che hanno raggiunto i prezzi più alti dallo scorso febbraio, rispetto alle opzioni sui titoli delle blue chip dell’area euro.

Eppure il sistema finanziario europeo attraverso una indubbia fase di miglioramento, tanto che gli analisti prevedono che gli utili del settore riporteranno la crescita più forte degli ultimi tre anni. Le stime improntate all’ottimismo si giustificano con l’aumento delle pressioni inflazionistiche nell’area euro, che alimenta le speculazioni sull’arrivo di strette monetarie anche da parte della Bce.

A innervosire i trader sono tuttavia diversi fattori, tra cui le valutazioni dei titoli, che si teme siano troppo elevate rispetto ai fondamentali; rimane inoltre l’attesa per le elezioni francesi (domenica 23 aprile si vota per il primo turno), il cui esito si fa sempre più incerto. 

Così, intervistato da Bloomberg, James Sym, gestore di fondi presso Schroders, a Londra.

“I titoli erano troppo convenienti, ma ora si sono rivalutati verso livelli più normali. E ora, ritengo che alcuni di questi titoli siano saliti un po’ troppo”.

Il boom dei buy sul comparto – ma in generale su tutto l’azionario – è scattato con la vittoria di Donald Trump alle elezioni Usa, che ha innescato speculazioni sull’arrivo imminente di un bazooka fiscale capace di spronare i fondamentali dell’economia e di conseguenza di far salire l’inflazione prima in Usa, poi in tutto il mondo.

La reazione iniziale è stata il rally dei rendimenti dei bond, scatenato dalla convinzione di una politica monetaria più restrittiva, sia da parte che della Fed, ma anche, prima o poi, – qualcuno ha indicato entro la fine dell’anno – della Bce. 

Il risultato è che lo Stoxx Banks Index è balzato fino a +19% dal giorno dell’Election Day, testando il massimo dall’ottobre del 2015 rispetto all’indice di riferimento dell’azionario europeo, lo Stoxx Europe 600 Index. 

Tuttavia, il momento della verità sta per arrivare.

Se finora gli acquisti sono stati tutti “on the rumor”,  scatenati dunque dalle attese di un miglioramento della redditività del settore, a partire dalla prossima settimana il trend avverrà “on the news”, visto che colossi europei del calibro di Deutsche Bank e Banco Santander inizieranno a riportare i risultati di bilancio relativi al primo trimestre del 2017. E si teme che si avveri il famoso detto che circola nel mondo della finanza: “buy on the rumor, sell on the news”. 

Le stime sono in realtà positive: quelle compilate da Bloomberg sulla base delle dichiarazioni degli analisti sono per esempio di un rialzo degli utili, nel corso di quest’anno, del 16%, molto più di quello atteso per lo Stoxx Europe 600 e superiore anche al guadagno atteso per il sottoindice S&P 500 Index Banks. 

Tuttavia nessuno là fuori sottovaluta il rischio di una vittoria di Marine Le Pen, leader del Front National, nelle elezioni francesi. E un eventuale insediamento di Le Pen all’Eliseo aumenterebbe i timori su uno scenario Frexit e un addio da parte della Francia anche all’euro. Tali timori potrebbero far crollare l’euro, costringendo le banche a ridenominare i propri asset.

A tal proposito, gli analisti di Citigroup hanno sottolineato di essere ancora overweight sulle banche europee, aggiungendo tuttavia di ritenere che certi rischi implichino la necessità di ricorrere a operazioni di hedging, dal momento che i titoli bancari potrebbero trovarsi di colpo in uno scenario politico avverso. 

Schroders comunica di conseguenza che la sua strategia si sta focalizzando più sull’acquisto di titoli bancari considerati di alto livello, che vengono scambiati in mercati più consolidati dove è previsto un miglioramento dei margini, ovvero Svezia, Belgio e Olanda, che non nei titoli bancari di paesi come Regno Unito, Spagna e Italia.