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Alcoa inaugura una stagione di trimestrali a luci e ombre

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Alcoa ha comunicato ieri, dopo la chiusura dei mercati azionari statunitensi, i risultati relativi al terzo trimestre del 2007 dando così inizio ufficialmente, come da tradizione, alla “earning season” americana. Il bilancio del periodo luglio-settembre per il colosso dell’alluminio a stelle e strisce ha avuto luci ed ombre, gli stessi chiaro-scuro attesi in generale per la nuova stagione delle trimestrali, comprendente il periodo estivo caratterizzato dalle difficoltà sul fronte della liquidità e del credito e dai segnali di rallentamento dell’economia Usa.


Alcoa ha concluso il terzo trimestre dell’anno con una crescita degli utili del 3%, a 555 milioni di dollari, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari ad un utile per azione di 0,63 euro (0,64 al netto delle poste straordinarie). Un risultato inferiore al consensus che si attendeva un profitto di 0,65 euro per azione. Non è andata meglio sul fronte dei ricavi, i quali hanno tuttavia rispettato le attese del mercato. Il fatturato di Alcoa è infatti sceso a 7,4 miliardi di dollari da 7,6 dello stesso trimestre del 2006.

E’ solo un primo assaggio di una stagione di trimestrali molto attesa per avere indicazioni sullo stato di salute della “corporate america”. Le settimane più importanti per i bilanci aziendali saranno quelle che inizeranno da metà ottobre. Entro la fine del mese la metà delle società i cui titoli vengono scambiati sull’S&P500 avrà comunicato i risultati e si potrà trarre un bilancio meno parziale di quello che si può avere ora.


Allo stato attuale sono poco più di 30 le compagnie dell’indice più rappresentativo dei mercati Usa ad aver presentato i propri risultati. Inglobando questi ultimi con le stime sulle trimestrali delle compagnie che devono ancora comunicarli, uno studio di Thomson Financial indica nell’1,4% il tasso di crescita complessivo per il terzo trimestre dell’anno. Si tratterebbe del risultato peggiore mai registrato dal secondo trimestre del 2002. Il calo delle stime registrato a partire dal mese di luglio è indicativo di quanto l’outlook sull’economia mondiale sia mutato negli ultimi tre mesi. Al primo luglio le stime di crescita degli utili per il trimestre luglio-settembre erano al 6,2%, al primo ottobre si attestavano al 3,6%. Tuttavia il brutto colpo ricevuto con il crollo del 60% dei profitti annunciato da Citigroup ha portato a un’ulteriore netta revisione al ribasso delle stime.


Come prevedibile, gran parte del calo è attribuibile al comparto finanziario, il più colpito dalla crisi di liquidità dei mercati e dalle difficoltà nel settore dei mutui subprime. Secondo le elaborazioni di Thomson Financial il tasso di crescita dei profitti del settore nel terzo trimestre dell’anno è sceso da una stima del 9% al primo luglio al -4% attuale. C’è chi potrebbe fare peggio in ogni caso. Nel comparto dei consumi discrezionali il tasso di crescita degli utili trimestrali viene attualmente stimato negativo per l’8%, subendo in pieno l’effetto del rallentamento del comparto immobiliare. Tanto è vero che, riporta lo studio di Thomson Financial, rimuovendo tale aggregato dal settore dei consumi discrezionali il tasso di crescita sarebbe al +6%. E al +2% per l’indice S&P500 nel suo complesso.