Albo unico dei consulenti finanziari, l'Anasf preme sui tempi

Inviato da Massimiliano Volpe il Mer, 02/07/2014 - 13:11
L'albo unico dei consulenti finanziari. La Casa della consulenza continua a essere un nostro primario obiettivo, pur rilevando il mancato inserimento delle norme relative alla "Riorganizzazione dell'attività di consulenza finanziaria" nel decreto sulla Competitività", ha dichiarato Maurizio Bufi a commento della ultime manovre del Governo Renzi e per riportare all'attenzione un tema cardine per lo sviluppo e il futuro della consulenza ai risparmiatori. In particolare Bufi si riferisce al progetto messo a punto dal ministero dell'Economia che prevede l'istituzione di un Albo unico dei consulenti finanziari diviso tre distinte sezioni in relazione al tipo di attività svolta dai soggetti che prestano attività di consulenza in materia di investimenti: i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede (gli attuali promotori finanziari) che offrono il collocamento di prodotti finanziari e servizi di consulenza evoluta a parcella, i consulenti finanziari indipendenti (gli attuali consulenti fee only) e le società di consulenza finanziaria (Scf). Queste ultime due categorie di operatori non potranno svolgere attività di vendita ma presteranno solo assistenza per una corretta pianificazione degli investimenti e saranno remunerate dai propri clienti esclusivamente con una parcella. Inoltre non potranno ricevere compensi dagli intermediari che emettono prodotti finanziari. "La proposta della Casa della consulenza proviene da una ponderata constatazione che diversi soggetti, pur in numero minoritario, sono presenti sul mercato del risparmio italiano e hanno rapporti diretti con gli investitori. Pertanto, in un'ottica di tutela del risparmiatore e di sviluppo ulteriore di questo settore, e viste le reiterate inadempienze e gli annosi ritardi degli stessi interessati e del legislatore nell'inquadrare in un apposito albo i cosiddetti consulenti fee only, abbiamo voluto renderci disponibili, attraverso Apf, ad aprire il nostro anche a queste figure professionali", ha continuato Bufi.

La vigilanza sui consulenti finanziari in capo all'Apf. Il tema, su cui il richiamo dell'Associazione è forte e deciso, è anche quello dell'attribuzione della vigilanza, oggi appannaggio della Consob, che sarebbe auspicabile passasse al nuovo Albo. "Occorre agevolare la trasformazione di APF nella direzione di un vero e proprio Organismo di gestione e vigilanza sui promotori finanziari, ricomprendendo in tale ambito anche il cambio di denominazione da promotori a consulenti finanziari e il mantenimento del livello della rappresentanza (oggi per Anasf al 50%), ponendo la dovuta attenzione anche alla tutela degli interessi economici degli iscritti", ha aggiunto Bufi. Obiettivo dell'Associazione, rimarcato anche dal suo Consiglio Nazionale nella scorsa seduta del 26 giugno 2014, oltre a quello di dare la corretta regolamentazione al settore, mettendosi responsabilmente a disposizione delle autorità per gestire quella parte di operatori non censiti che sono i consulenti fee only, è quello di dare al contempo il giusto riconoscimento della vigilanza in capo ad APF, che in questi anni ha dato prova della sua buona efficienza amministrativa, come anche in capo alla categoria dei promotori finanziari, la cui evoluzione degli ultimi anni richiede ormai il riconoscimento anche del legislatore con il cambio della denominazione. "Le carte sono sul tavolo. Ora bisogna chiudere la partita", ha concluso il presidente Anasf.
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