Alan Greenspan e gli occhiali rosa del mercato

Inviato da Alessandro Piu il Mar, 02/10/2007 - 09:07

Sembrava essere la giornata meno adatta per vedere l'indice americano Dow Jones Industrial salire su nuovi record storici. Iniziata con il profit warning dell'istituto elvetico Ubs, che ha reso noto di prevedere una conclusione del terzo trimestre dell'anno con perdite tra 360 e 480 milioni di euro. Proseguita con una comunicazione dello stesso tenore da parte di Citigroup, la prima banca statunitense per capitalizzazione, che ha messo in luce la previsione di una riduzione dei profitti fino al 60% nello stesso trimestre, la seduta d'esordio dell'ultimo trimestre dell'anno ha invece goduto appieno dei benefici della variabile Greenspan.

L'ex presidente della Federal Reserve statunitense e attuale prolifico conferenziere, ha espresso il suo pensiero sulla crisi dei mercati finanziari davanti a una platea di banchieri riunita a Londra. "La crisi di agosto e settembre forse è passata" è il messaggio del discorso tenuto da Greenspan che ha tenuto banco sulle piazze finanziarie mondiali spingendo il Dow Jones Industrial su nuovi record storici. In intraday l'indice guida di Wall Street ha toccato quota 14.115,55 punti per poi terminare la seduta a 14.087,55 con un rialzo dell'1,38%. Un messaggio basato sulla constatazione che le emissioni di corporate bond effettuate negli ultimi giorni sono state ben accolte dai mercati.

E' bastato ai mercati per sentirsi più sereni e trovare la strada per salire ignorando gli avvertimenti lanciati nel corso della mattinata da alcune istituzioni finanziarie, le quali hanno al contrario messo a segno guadagni rilevanti. Citigroup ha chiuso la seduta con un rialzo del 2,25%.  A pochi passi dal miglioramento dei massimi si è portato anche l'indice maggiormente rappresentativo del mercato azionario Usa, l'S&P500, fermatosi a quota 1.547,04 punti con un guadagno dell'1,33%.

Tutto e bene quel che finisce bene dunque, soprattutto se lo dice Alan Greenspan colui il quale aveva previsto in tempi non sospetti una recessione entro la fine dell'anno con una probabilità del 33%. Attenzione però, quel Greenspan è lo stesso che solo venerdì scorso aveva parlato di un incremento delle probabilità di recessione per gli Stati Uniti d'America, sebbene al di sotto del 50%. In un'intervista alla radio britannica l'ex numero uno della Federal Reserve aveva sottolineato: "E' una prognosi meno ottimistica di quanto ci si augurerebbe", prevedendo un rallentamento del comparto immobiliare Usa e di quello della Gran Bretagna. Secondo Greenspan i due comparti, a causa delle turbolenze dei mercati finanziari, entreranno in una fase notevolmente recessiva.

Quale è il vero Greenspan dunque. Probabilmente sia l'uno che l'altro. Quello che cambia sono gli occhiali che il mercato indossa per seguire le performance dell'ex presidente della Federal Reserve. Del discorso di ieri ai banchieri londinesi è stato per esempio ignorato l'allarme sulle pressioni inflazionistiche montanti e la parte relativa all'ulteriore discesa dei prezzi delle case negli Usa, una conferma di quanto detto venerdì scorso, discesa che frenerà l'economia statunitense e di conseguenza anche quella globale.

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