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Al via il vertice di Roma, Monti pronto a mettere sul tavolo la sua proposta anti-spread

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Al via il vertice di Roma tra i leader politici delle quattro principali potenze dell’eurozona. A Villa Madama, insieme al padrone di casa Mario Monti, ci sono la cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente francese François Hollande e del primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. Il programma è stato anticipato di qualche ora con la conferenza stampa finale che dovrebbe essere alle 16 circa al fine di permettere alla  Merkel di assistere in serata al match di quarti di finale degli Europei di calcio tra Germania e Grecia. Il vertice è l’ultimo appuntamento utile per intavolare una posizione comune in vista del Consiglio Europeo in programma il 28-29 giugno a Bruxelles.  “I mercati sembrano dare per scontato che si uscirà con un nulla di fatto”, commenta Vincenzo Longo, Market Strategist di IG Markets Italy che si aspetta un sostanziale rinvio delle decisioni alla prossima settimana.
Monti: da Bruxelles deve uscire accordo forte per evitare attacchi speculativi
“Dobbiamo convincere i mercati che l’euro sarà indissolubile”. Così Mario Monti nell’intervista concessa oggi a “La Stampa” e altri 5 quotidiani europei (Le Monde, El Pais, Süddeutsche Zeitung, The Guardian e Gazeta Wyborcza). Monti ha ribadito la vitale importanza del vertice di Bruxelles di settimana prossima. Un suo esito negativo “determinerebbe un accanimento speculativo nei confronti dei Paesi più deboli e anche verso quelli meno deboli, come l’Italia, che sono in linea con i parametri europei ma che si trascinano un alto debito dal passato. Secondo Monti sono due gli obiettivi irrinunciabili del vertice di settimana prossima: “Occorre assolutamente che ci sia una prospettiva di medio termine di rafforzamento dell’integrazione, in modo che tutti gli europei sappiano dove vanno e i mercati possano convincersi che c’è e sarà rafforzata con ulteriori passi la volontà di rendere la moneta unica indissolubile e irrevocabile. L’altra cosa necessaria è un insieme di misure realizzabili, nell’assetto attuale sia dei Trattati che delle istituzioni, misure più efficaci per dare stabilità finanziaria all’eurozona”.
Sul tavolo proposta italiana di acquisto bond per calmierare spread
Il premier italiano non ha mancato di ritornare sulla possibilità di un impegno volto a calmierare i rendimenti dei titoli di stato dei Paesi periferici. Nell’intervista odierna il premier italiano ha sottolineato che potrebbe essere opportuno, quando c’è il riconoscimento da parte delle autorità europee del rispetto delle norme per la finanza pubblica e delle riforme strutturali, di trovare uno “scivolo” di passaggio verso un mercato più ordinato e sostenibile in termini di tassi di interesse.
La proposta di acquistare bond periferici utilizzando il fondo salva-stati (o la stessa Bce), avanzata da Monti a margine del G20 in Messico, ha trovato la sponda di Francia e Spagna, mentre la Commissione Ue l’ha definita un “paracetamolo finanziario” non in grado di risolvere il problema. Secondo le indiscrezioni riportate dal Financial Fimes Deutschland Monti potrebbe inoltre proporre l’acquisto da parte della Bce su mandato del fondo salva stati in modo da aggirare i regolamenti restrittivi dei fondi Efsf e Esm.
“Per quante aperture possa concedere la Merkel  al piano italiano di utilizzare il nascente Esm come acquirente di ultima istanza dei bond statali, il suo spazio di manovra sarebbe comunque limitato a causa della dubbia legittimità di ogni forma di mutualizzazione del debito secondo la legislazione tedesca, oltre che un boccone amaro per gli elettori”, è il commento di Michael Hewson, senior market analyst di CMC Markets. 

Fmi: crisi eurozona a uno stadio critico, Bce deve essere più audace
Ieri sera intanto il Fmi ha avvertito l’eurozona rimarcando coma la crisi ha ormai raggiunto una stadio critico con banche e mercati dei titoli di Stato sotto forte stress. Tra le possibili soluzioni indicate dall’istituto di Washington ci sono l’Unione bancaria, la ricapitalizzazione diretta delle banche deboli attraverso il Fondo salva-stati e l’introduzione di una limitata forma di debito comune. L’Fmi ritiene inoltre che c’è spazio, seppur limitato, per un ulteriore allentamento monetario da parte della Bce che potrebbe agire anche attraverso misure non convenzionali nel caso la situazione lo renda necessario.