Al via la settimana della Fed con dollaro in risalita

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 17/06/2013 - 14:35
Incipit di ottava senza scossoni sul mercato valutario con il dollaro che guadagna leggermente terreno rispetto ad euro e yen. In particolare il cross $/Y viaggia in rialzo a quota 94,9 dopo aver toccato i minimi a due mesi a quota 93,65. Il biglietto verde è reduce dal calo di oltre il 3% rispetto allo yen nel corso della scorsa settimana dettato soprattutto dai timori di un avvio anticipato dell'exit strategy da parte della Federal Reserve.

L'attesa è quindi anche oggi tutta per la riunione della Federal Reserve che partirà domani per concludersi mercoledì. Il mercato vuole sapere di più sulle intenzioni dell'istituto centrale statunitense in merito al futuro del quantitative easing. Lo scorso 22 maggio il numero uno della Fed, Ben Bernanke, aveva rimarcato che la banca centrale Usa è pronta a ridurre il ritmo di acquisti mensili di bond (attualmente pari a 85 mld di dollari) se si assisterà a un sostenuto miglioramento del mercato del lavoro. E da quel giorno, quando il dollaro statunitense viaggiava sui massimi a quattro anni e mezzo sullo yen, il cross $/Y ha segnato un dietrofront di oltre l'8%.

I toni che userà la Fed andranno a influire anche sulle commodity currencies e su quelle emergenti che in queste settimane hanno pagato dazio sul crescente timore che un minore sostegno della Fed si potrebbe tradurre in una crescita globale più debole. Guardando al dollaro australiano, che settimana scorsa ha toccato i minimi dal 2011, oggi viaggia in buon recupero a quota 0,9615 e domani avrà il test delle minute della Rba. "A seconda del tono contenuto nelle minute della RBA - rimarcano oggi gli analisti di CMC Markets - l'aussie potrebbe trovare supporto oltre quota 0,9600 nei confronti dell'USD, specie considerando il fatto che aumentano le attese sul fatto che Bernanke possa offrire un po' di sollievo al mercato riguardo il proseguimento delle misure di allentamento, un elemento che potrebbe far perdere un po' di quota alle attuali valutazioni del dollaro Usa".
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