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Al via alle 17.30 il Consiglio Europeo sul bilancio Ue. Alle 14.30 parla Draghi dopo annuncio tassi Bce

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Sono incerti i mercati europei in attesa dell’avvio della riunione del Consiglio Europeo, che avrà luogo a partire dalle 17.30 di oggi e le cui discussioni proseguiranno anche dopo la cena fissata per le 18.30. Gli indici europei si attestano poco sopra la parità, a differenza dell’Ibex 35 che guadagna circa un punto percentuale. Il Ftse Mib avanza di circa lo 0,6%.

Sul tavolo del Consiglio, oggi, prevale la discussione sul bilancio dell’Ue, che in novembre era stato accantonato per mancanza di un accordo sui tagli previsti dalla “spending review” europea. Il presidente Herman Van Rompuy aveva previsto tagli da 80 miliardi di euro alla prima proposta della Commissione Europea, che prevedeva una spesa complessiva da 1033 miliardi tra il 2014 e il 2020. I tagli però andrebbero a colpire le politiche agricole (25,5 miliardi), cosa che trova in disaccordo Paesi come Francia e Italia. In alternativa, dunque, la nuova bozza di bilancio potrebbe presentare nuove proposte di tagli, che devono mettere d’accordo i Paesi più intransigenti, come Germania, Finlandia e Gran Bretagna, ma anche quelli, come appunto l’Italia, che sulle politiche agricole e sulle misure di coesione, colpite dai tagli, fanno invece più affidamento. In agenda venerdì ci saranno invece i possibili accordi commerciali bilaterali che l’Unione Europea stringerà in futuro, più la gestione della situazione post Primavera araba.

Solo a settembre comincerà invece il dibattito sulla riforma bancaria, ma la Germania si è già portata avanti approvando un disegno di legge che propone la separazione dalla normale attività delle banche delle attività più “rischiose”come il trading per conto proprio, quello high-frequency e i prestiti agli hedge fund quando queste attività muovano volumi superiori ai 100 miliardi di euro o, in generale, al 20% dell’attivo totale. La separazione, che riguarderà solo banche con un attivo superiore ai 90 miliardi di euro, dovrebbe avere luogo a partire dal 2014 ed entro la metà del 2015. Se la legge passasse,  avrebbe effetto prevalentemente su grandi istituti come Deutsche Bank, Commerzbank e Landesbank Baden-Wurttenberg: gli unici su cui il team di esperti europei si proponeva di intervenire, tra gli istituti di credito tedeschi, nell’ambito della prossima riforma bancaria europea L’obbiettivo del governo tedesco è far passare la legge entro giugno, per anticipare le mosse dell’Europa su tali istituti.

E’ attesa anche per il discorso del numero uno dell’Eurotower Mario Draghi che, dopo la conferma dei tassi di interesse Bce, a partire dalle 14.30, dirà il proprio parere sulla forza dell’Euro.
Nessuna novità dalla Bank of England, benché, secondo il Financial Times, il ministro delle finanze Osborne gradirebbe un’azione di maggiore stimolo all’economia che arrivi dove la politica non può arrivare, sull’esempio di quanto si appresta a fare la Bank of Japan.

“Sia la Sterlina che l’Euro saranno al centro dell’attenzione in questa seduta in attesa delle parole dei rispettivi governatoi”, commenta Michael Hewson di CMC Markets. “Nel primo caso, che registra la “prima” a capo della Bank of England del canadese Mark Carney, il consensus di mercato registra un nulla di fatto, nonostante i segnali di recessione provenienti dall’economia britannica. Ciò che resta da capire (e che è in grado di determinare oscillazioni anche violente della moneta) è se Carney offrirà al mercato qualche segnale di apertura verso una politica monetaria più accomodante (negativa per i corsi del pound) oppure più verosimilmente manterrà un tono neutrale, mentre ci si può attendere qualche commento sull’andamento dell’inflazione, tendenzialmente inverso a quello della moneta. Nessun tipo di intervento che possa essere considerato “di parte” ci si aspetta neppure da Mario Draghi, di cui è notoria la  lontananza da commenti che possano interferire con le politiche economiche dei singoli governi: nulla di atteso dunque per quanto riguarda una possibile contromossa della Bce a contrasto del super-euro, così come richiesto da Hollande, specie in un momento come l’attuale che registra una stabilizzazione dei mercati finanziari. La moneta unica, tuttavia, sembrerebbe soggetta ad una fase di ritracciamento che verrebbe negata solo oltre quota 1,3700, con un primo stop a 1,3400 e uno successivo a 1,3250″.