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Al Nasdaq riesce l’attracco in Europa, unione vicina con la scandinava Omx

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Il Nasdaq si prepara a espandersi in Europa. Dopo il fallimento in febbraio dei tentativi per acquisire il London Stock Exchange, la società che gestisce il più importante mercato borsistico elettronico degli Stati Uniti ha infatti annunciato oggi il lancio di un’offerta amichevole sull’operatore di Borsa scandinavo Omx. L’offerta, pari a 25,1 miliardi di corone svedesi (3,7 miliardi di dollari), ha preventivamente raccolto il favore del cda di Omx e dei suoi azionisti, e pare pertanto destinata verosimilmente a chiudersi con successo. Nascerà un gruppo che prenderà il nome di Nasdaq Omx Group e che sarà guidata dall’attuale a.d. del Nasdaq, Robert Greifeld.  


 

L’acquisizione avverrà in forma mista, parte in contanti e parte attraverso uno scambio carta contro carta. Per ogni azione Omx il Nasdaq offrirà infatti 0,502 sue nuove azioni e 94,3 corone svedesi in contanti. Nella pratica, in base al prezzo di Borsa delle azioni Nasdaq dello scorso 23 maggio, la valutazione a cui Omx passerà di mano è pari a 25,1 miliardi di corone. Si tratta, secondo quanto reso noto dalle due società prossime a fondersi, di un premio del 19% rispetto alla chiusura di ieri delle azioni Omx.


 


Gli sforzi del Nasdaq per creare un avamposto nel Vecchio continente sono iniziate oltre un anno fa come conseguenza della crescente propensione delle società a quotarsi al di fuori degli Stati Uniti, e come risposta all’acquisto di Euronext da parte del Nyse lo scorso anno. La mossa del gruppo guidato da Greifeld prevede però anche ulteriori benefici. Secondo lo stesso Greifeld l’acquisizione “ci fornirà un’eccellente piattaforma per un’ulteriore espansione nei derivati e in altre classi di attività”. L’ingresso in Omx permetterà inoltre al Nasdaq di mettere le mani sul patrimonio di conoscenze tecnologiche di Omx, che oltre all’attività di gestione del mercato produce anche software per la regolazione degli scambi, adottati tra l’altro dalla Borsa di Hong Kong e da quella di Singapore. Il nuovo gruppo avrà oltre 2300 impiegati, vanterà una presenza in 22 Paesi e ricavi pro-forma stimati sul 2006 per 1,2 miliardi di dollari.