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Air France-Klm fa marcia indietro su Alitalia

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Air France-Klm non sarà della partita per l’aggiudicazione di una quota in Alitalia messa sul mercato dal Tesoro italiano e compresa tra un minimo del 30,1% e un massimo del 49,9%. A sostenerlo è il quotidiano francese La Tribune, secondo cui la compagnia d’oltralpe avrebbe valutato l’offerta per il vettore troppo onerosa e le condizioni imposte dal governo del Belpaese per la ristrutturazione eccessivamente stringenti. Stando a quanto scritto dal quotidiano francese, la compagnia franco-olandese in ogni caso monitorerà la situazione da vicino e, addirittura, potrebbe rientrare in gioco rivedendo la propria posizione se qualcuno dei possibili candidati non risponderà all’offerta (che scade il 29 gennaio) oppure se ci saranno dei “movimenti contrari ai propri interessi”, come ad esempio potrebbe essere il deposito di un’offerta da parte di Lufthansa o della sua alleata italiana, Air One (e nei giorni scorsi alcune indiscrezioni di stampa davano quest’ultima mossa quasi per scontata). Nel frattempo, Air France-Klm ha preferito non smentire ma nemmeno confermare le indiscrezioni, trincerandosi dietro un laconico “no comment”.


Nei giorni scorsi la messa a punto di una offerta da parte di Air France-Klm per la società italiana di via della Magliana era sembrata quasi certa, soprattutto a seguito delle recenti dimissioni del presidente, Jean Cyril Spinetta, dal consiglio di amministrazione di Alitalia. Pareva infatti che le dimissioni potessero avere come obiettivo quello di allontanare l’ipotesi, che con la permanenza di Spinetta nel cda sarebbe stata alquanto concreta, di conflitto di interesse. Tuttavia, il legame che corre sull’asse franco italiano non si esauriva nella presenza di Spinetta all’interno del cda della compagnia di bandiera nostrana: la compagnia aerea francese e Alitalia sono legate da partecipazioni incrociate di circa il 2%. In ogni caso, quest’oggi sembrerebbe che Air France-Klm abbia deciso di stare defilata ed entrare in gioco nell’operazione di acquisto e di salvataggio di Alitalia soltanto in casi eccezionali.

Ma non si tratta dell’unica notizia di rilievo che chiama in causa il vettore del Belpaese. Prosegue il mistero sull’entità delle perdite di bilancio di Alitalia inerenti al 2006. Le richieste di aggiornamento avanzate dalla Consob in relazione alle ripetute notizie stampa che prospettano un rosso nell’ordine dei 400 milioni di euro, non hanno infatti trovato una risposta convincente da parte della compagnia di bandiera, che si è nascosta dietro un “non è possibile né confermare né smentire”. “Questa previsione – continuano dalla Magliana – appare piuttosto una proiezione su base annua dei risultati riportati nei primi nove mesi del 2006”. Punto delicato è anche l’aggiornamento del piano industriale, ad oggi fermo: “Non è possibile, allo stato, completare l’attività di adeguamento del piano per gli anni 2007-2009”.