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Aim Italia: punti di forza e debolezza, come migliorarlo?

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L’Aim Italia, il listino di Piazza Affari dedicato alle piccole e medie imprese, rappresenta il trampolino di lancio per molte società italiane, giocando un ruolo fondamentale nell’apporto di nuova finanza per la crescita. Tuttavia, l’Aim Italia rimane un mercato giovane caratterizzato da una scarsa liquidità, con margini di miglioramento in relazione alla capacità di attrarre l’interesse di investitori specializzati nazionali e internazionali, nonché del pubblico retail. Lo rivela l’Aim Italia Survey, l’indagine condotta dall’ufficio studi di IR Top nell’ambito dell’Osservatorio Aim Italia, che ha coinvolto società quotate, investitori istituzionali e NomAd, suggerendo alcune proposte per migliorarlo. “Aim Italia rappresenta un acceleratore dei progetti di crescita e competitività delle PMI con una raccolta da investitori istituzionali e privati superiore a 1 miliardo di euro, valida fonte di finanziamento alternativa al canale bancario”, ha commentato Anna Lambiase, amministratore delegato di IR Top, aggiungendo però che “il tema della liquidità è centrale per questo mercato”.

Elementi di soddisfazione e insoddisfazione
Secondo lo studio, ben il 90% delle società quotate sull’Aim Italia è soddisfatta della qualità dei professionisti che li affiancano sul mercato (studi legali, società di revisione, società di comunicazione finanziaria). Altri elementi positivi sono la visibilità offerta (71%), la qualità degli investitori presenti nel capitale (63%) e dei consulenti specializzati (61%). Tuttavia, l’88% delle società lamenta la scarsa liquidità del mercato; inoltre il 65% ritiene elevati i costi di mantenimento e il 55% ritiene esiguo il numero di investitori specializzati su tale mercato. Mentre viene apprezzata la semplicità del processo di quotazione, la regolamentazione ongoing è considerata paragonabile a quella dei mercati regolamentati.
 
Come migliorare la liquidità: proposte correttive
Il tema della liquidità è centrale per questo mercato ed è certamente influenzato da alcune technicality quali il limitato flottante  di ingresso, l’assenza degli investitori retail nella maggior parte delle operazioni di Ipo, il limitato numero minimo di investitori istituzionali e la mancanza di una capitalizzazione minima.
Gli investitori concordano nell’affermare che la nascita di fondi dedicati e l’introduzione di incentivi fiscali che favoriscano l’investimento in Pmi contribuirebbero al miglioramento della liquidità; tra gli altri fattori correttivi che possono essere adottati: l’incremento della soglia del flottante, superiore al 30% (per il 65%). Altri elementi sono il coinvolgimento del retail in fase di Ipo e l’istituzione di una capitalizzazione minima in Ipo (35%), mentre il 18% degli intervistati suggerisce la riduzione del lotto minimo.

Che cos’è l’Aim Italia
Aim Italia è il mercato di Borsa Italiana che, grazie a minori requisiti in fase di ammissione e minori adempimenti post quotazione, rappresenta lo strumento più adatto alle esigenze finanziarie delle Pmi italiane rispondendo agli obiettivi di ampliamento della visibilità e di raccolta di capitale per la crescita e l’internazionalizzazione. Svolge un ruolo importante a livello di economia nazionale, con un giro d’affari complessivo di oltre 4 miliardi di euro e 13.000 posti di lavoro. Le società quotate sono 78, la capitalizzazione è pari a 2,6 miliardi di euro e la raccolta da Ipo è pari a 813 milioni di euro, cui si aggiunge una raccolta da mercato secondario di circa 200 milioni di euro. I settori più rappresentativi del mercato sono il Green e il Digital.