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Per Aicon attracco a Piazza Affari in chiaroscuro

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Aicon si prepara a sbarcare sull’Mta di Borsa Italiana con un obiettivo preciso: raccogliere le risorse che le consentano di divenire uno dei 4 maggiori player mondiali nella nautica da diporto a motore di lusso e consolidare dunque una storia di crescita iniziata nel 2001. Non mancano tuttavia anche i punti controversi sull’operazione di quotazione presentata oggi alla stampa dal management e dal fondatore, nonchè presidente e a.d., Lino Siclari. Sotto la lente sono alcuni ratio finanziari presentati dalla compagnia, tra cui il rapporto debt/equity (superiore a 2) e il rapporto prezzo/utili, che nel prospetto informativo viene segnalato sopra 40. Valori che potrebbero nascondere un’onerosità del titolo in fase di collocamento. Basti pensare che sulla base dell’intervallo di valorizzazione indicativa (3,7 – 4,6 euro) e dell’utile netto registrato nell’esercizio chiusosi ad agosto 2006, il P/E oscillerebbe da un minimo di 41,7 a un massimo di 51,8, valori nettamente più alti di quelli dei titoli dei peer di Aicon. E’ così ad esempio per Rodriguez (13,6) e Beneteau (19,6) nella nautica, e per Porsche (11,8) e Harley Davidson (18,7) nel comparto dei mezzi di trasporto di alta gamma.


A onor del vero occorre ricordare gli elevati tassi di crescita di Aicon (ricavi +60,/% da 2004 a 2006, ebitda 2006 +54,9%) e la particolarità del modello di business, che impatta sulla posizione finanziaria netta. La consegna delle barche è infatti sfasata rispetto al bilancio, che si chiude ad agosto. A maggio viene avviata la costruzione delle barche che verranno vendute l’anno successivo. In sostanza gli investimenti per costruire le barche dell’anno successivo devono essere fatte oggi. Chiare sul tema del debito le parole di Siclari: “Non ci sono necessità finanziarie per quotarci, lo facciamo perché crediamo che il mercato ci aiuti a crescere”, ha detto il manager lasciando intendere che la quotazione non servirà per coprire i debiti. Rassicurazioni in questo senso sono venute anche dal direttore finanziario, Gaetano Visalli: “L’indebitamento a breve è in gran parte autoliquidante – ha spiegato – è servito a finanziare il circolante, per preparare le barche per l’anno nautico successivo”.

Detto questo la storia di Aicon può essere considerata fin qui sicuramente di successo. Negli ultimi 5 anni sono stati messi sul mercato 6 nuovi modelli, con una crescita media che negli ultimi tre anni è stata pari al 50%, . “Nei prossimi anni poi – ha detto Siclari – i modelli diventeranno 14-15”.
Il gruppo possiede un centro stile in-house, con una catena produttiva integrata “che consente all’azienda di trattenere all’interno i margini” ha spiegato Siclari e di scegliere l’outsourcing solo per attività a basso valore aggiunto. Il management ha inoltre rilevato la presenza di cantieri vicini al mare, un altro vantaggio competitivo rispetto ai competitor. Aicon conta su 21 dealer in 30 Paesi. Ma “vogliamo svilupparci geograficamente soprattutto nel Far East, in Medio Oriente siamo già presenti, e poi anche in America Centrale e Latina. Chiare le linee guida: Aicon opererà nel segmento delle imbarcazioni dai 54 piedi in su, una scelta spiegata dalla maggiore influenzabilità del mercato delle imbarcazioni più piccole al ciclo economico.
Nel biennio 2008-2009 Aicon prevede un piano di investimenti pari a 32 milioni di euro, che potrebbero non escludere anche acquisizioni. “In questo momento siamo focalizzati sull’Ipo” ma “potremmo valutare acquisizioni di brand o di asset non pienamente espressi, non di grande dimensione” ha dichiarato Siclari, che ha invece escluso di attuare nel breve una politica di dividendi, ribadendo di ritenere che “chi investirà in Aicon sarà ben ricompensato con l’aumento del valore del titolo”.
Forse però merita ancora più attenzione una frase detta da Siclari a margine dell’incontro con la stampa e che descriverebbe una forte richiesta da parte degli istituzionali: “Io volevo mettere solo il 20%, ma mi hanno costretto a mettere il 37%”. Così come la previsione, espressa dallo stesso Siclari, di un Mol superiore al 30% anche nei prossimi anni.


L’offerta pubblica riguarderà solo circa il 10% delle azioni oggetto dell’offerta globale, la cui restante parte sarà destinata a un contestuale collocamento istituzionale rivolto a investitori professionali italiani ed esteri. In caso di totale collocamento delle azioni oggetto dell’offerta, il flottante sarà pari a circa il 32,1% del capitale sociale di Aicon. E’ inoltre prevista un’opzione di greenshoe per l’acquisto al prezzo di offerta di un massimo di altri 5,25 milioni di titoli, corrispondenti a una quota del 15% del totale riferito all’offerta globale. Con l’esercizio della greenshoe il flottante salirebbe al 36,9% del capitale.


L’offerta globale avrà per oggetto un massimo di 35 milioni di azioni ordinarie, di cui 26 milioni poste in vendita dall’azionista Airon, società le cui azioni sono interamente detenute dal fondatore Lino Siclari, che detiene attualmente il 99,2% del capitale , e solo per 9 milioni di azioni da un aumento di capitale.


L’offerta pubblica avrà inizio lunedì 26 marzo e terminerà venerdì 30. Entro il 25 sarà comunicato il prezzo massimo, mentre il prezzo di offerta sarà reso noto al termine dell’offerta, quindi entro il 3 aprile. Il pagamento delle azioni è previsto per il 4 aprile, data di inizio delle negoziazioni. E’ previsto un periodo di lock up pari a 12 mesi. Nel pomeriggi è stato resa nota la fissazione del prezzo massimo a 4,6 euro.

 

(notizia aggiornata alle ore 18.00)